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Nocera e ''La notte dei briganti''
Cultura Calabra
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Venerdi pomeriggio nella chiesetta sconsacrata Santa Maria della Pietà costruita nel XV secolo sull’antico tempio pagano intitolato a Bacco, che sorge nel pittoresco borgo medievale di Nocera Terinese (Catanzaro) si è inaugurata La notte dei briganti una rassegna di eventi patrocinata dalla Pro Loco di Nocera, che prevede per la durata di una settimana una serie di iniziative tese al recupero storico della figura del brigante spesso imbrattata di falsi aneddoti con lo scopo di deviare la giusta interpretazione della storia locale, ma anche nazionale, sul sorgere di un'Italia al servizio dei potenti.

Venerdi pomeriggio nella chiesetta sconsacrata Santa Maria della Pietà costruita nel XV secolo sull’antico tempio pagano intitolato a Bacco, che sorge nel pittoresco borgo medievale di Nocera Terinese (Catanzaro) si è inaugurata La notte dei briganti una rassegna di eventi patrocinata dalla Pro Loco di Nocera, che prevede per la durata di una settimana una serie di iniziative tese al recupero storico della figura del brigante spesso imbrattata di falsi aneddoti con lo scopo di deviare la giusta interpretazione della storia locale, ma anche nazionale, sul sorgere di un'Italia al servizio dei potenti.

Nocera e ''La notte dei briganti''
Nocera e ''La notte dei briganti''

 

In merito, nella chiesa è stata allestita una mostra di fotografie che ritraggono briganti e brigantesse, nonché ufficiali piemontesi che ne hanno autorizzato lo sterminio. sul pavimento utensili che raccontano uno stile di vita condotto in totale frugalita’ e in piena armonia con la natura. Quando si parla dei briganti non si può non tenere conto dei luoghi che li rappresentano, come i boschi che si stendono sulle montagne calabresi e negli interni impervi di tutta l'Italia meridionale. Affianco alla storia ufficiale insegnata dai libri e trasmessa sui banchi di scuola scorre un altro percorso che fa meno rumore e che parla di sangue e di un singolare spirito patriottico che esprime il legame della civiltà contadina e montana con la propria terra. Come ha raccontato con forte impeto e allo stesso tempo con adeguata coscienza storica il Dott.Giuseppe Scalzo, non a caso vestito da brigante, i briganti vanno compresi se li si lega alla loro provenienza culturale più che sociale.

Nocera e ''La notte dei briganti''
Nocera e ''La notte dei briganti''

 

Figli del popolo hanno condotto una campagna spesso sfociata nel sangue contro i soprusi e gli abusi perpetrati dagli invasori piemontesi che avevano l'unico scopo di sfruttare le terre del sud, depauperandole delle loro risorse a vantaggio di un nord in via di civilizzazione. Esemplare a riguardo è stata la citazione da parte del Dott.Scalzo dell'emendamento emesso da Vittorio Emanuele II, che prevedeva la protrazione fino a sette anni del servizio militare dei giovani reclutati tra il popolo, al fine di impiegarli al nord nella costruzione delle grandi opere, come le linee ferroviarie, e allo stesso tempo di privare il sud della forza lavoro. al fianco dei briganti non dimentichiamo le brigantesse che con accanimento hanno difeso la loro secolare terra, divenendo interpreti dell’autentico sentimento di maternità affatto disgiunto dall’amore per il territorio che racchiude le loro radici.

Nocera e ''La notte dei briganti''
Nocera e ''La notte dei briganti''

 

Per nulla moderno, il termine brigante fu coniato dagli antichi romani che invasero la Britannica nel I sec.d.C. in riferimento al modo di combattere dei Britanni con brevi incursioni che avevano lo scopo di disorientare i nemici. Tanto ci sarebbe ancora da scoprire riguardo la nostra storia e tanto da riscrivere, partendo dal presupposto che non è possibile costruire alcuna civiltà nel presente, se non recuperando la verità storica sul nostro passato, spesso sommersa da strati di menzogna con lo scopo di giustificare e dare man forte ai potenti che, a differenza dei figli del popolo, i veri combattenti, non hanno fatto la vera storia.

"In merito al cappello dei briganti, è risultato intressante quanto ha riferito il dott. Scalzo. Esso originariamente era chiamato cappello calabrese perchè indossato dal popolo calabrese. La tenacia dei nostri briganti contro l'invasione piemontese, lo resero celebre al punto che venne adottato dai milanesi durante le cinque giornate di Milano, come simbolo di resistenza contro l'invasione austriaca".

 

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

 

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