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Gli artifici della dialettica e l'eleganza del cuore
Amore e Psiche
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L'eleganza è di chi si sa inchinare.

L'eleganza è di chi si sa inchinare.

Gli artifici della dialettica e l'eleganza del cuore
Gli artifici della dialettica e l'eleganza del cuore

Diversamente da chi usa genuflettersi, colui che sa inchinarsi, esprime la forma più alta di ringraziamento. Sapersi inchinare non corrisponde al riconoscimento della propria inferiorità rispetto a chi si ha di fronte, ma in un rapporto alla pari, permette di iinstaurare un clima che scivola su un piano di consapevolezza intima e profonda, propria di chi riconosce l'appartenenza allo stesso Principio. La religione subentra al concetto di aderenza che viene cosi incorporato in quell'assieme di regole e dettami che fa della religione un campo circoscritto all'interno delle istituzioni.

Il sapersi inchinare è proprio delle culture orientali che, al di là della configurazione poliedrica delle religioni, vivono intensamente il concetto di grazia. Se pensiamo al Giappone, subito scatta in noi una visione di estrema modernità associata al nostro occidentale concetto di progresso. Il Giappone è un esempio di evoluzione e modernità che però non dimentica o accantona le poprie radici, nonostante si stia facendo strada un pressante ateismo soprattutto tra i giovani. Inconfutabilmente il senso di grazia permane, e in virtù dello Shintoismo che ha abbracciato lo spirito innato del Giappone, riconoscendovisi a tal punto da diventare il custode della tradizione più autentica, e in virtù del gusto estetico su cui è imperniata la civiltà nipponica. Il culto degli antenati è il substrato di questa cultura che irradia altrove la sua grandezza difficile per gli Occidentali da emulare, soprattutto per noi mediterranei influenzati dal Pensiero classico e dal concetto di armonia che parte da uno studio attento delle proporzioni. Il popolo del Sol Levante proprio per la sua lontana diversità continua a stupirci e ad affascinarci. Il senso di rispetto che i Giapponesi nutrono verso gli altri non a caso poggia sulla struttura del pensiero tradotto in ideogrammi.

L'ideogramma, per quanto appaia complesso, si fonda su un principio elementare poiché ignora le sovrastrutture retoriche in cui è incappato il linguaggio occidentale che ha fatto della parola strumento di potere. Se pensiamo alla retorica latina e all'eristica greca nella sfida dialettica della comunicazione verbale, comprendiamo quanto siamo distanti da un linguaggio incanalato anche attraverso la ritualità gestuale. Gli ideogrammi tracciano una visione concreta e allo stesso tempo creativa dei rapporti umani espressi attraverso la levigatezza delle passioni che si rispecchia nell'eleganza dei modi. La parola scritta è tagliente, definisce i contorni di un concetto di giustizia basato sulla contrapposizione delle parti. Tale concetto nella cultura nipponica non esiste e lo verifichiamo attraverso la disciplina a cui si attenevano i Samurai. La lotta tra samurai è arte anch'essa. L'arte è figlia della Verità e del Tutto, di conseguenza il samurai è in primis il nobile guerriero che non perde mai di vista il valore dell'altro. La spada è scettro di eleganza, è raggio di potenza che non affronta il gesto di inchinarsi ma lo sposa. La genuflessione invece, esprime sottomissione. E' il riflesso di un Pensiero dominato dalla ragione separatista che nel quotidiano si lascia assorbire dall'ego e asservire al suo dominio.

 

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

 

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