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L'arcano della conchiglia e la voce interiore
Amore e Psiche
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Dio ogni giorno si offre al mondo nella forma di una conchiglia. Una conchiglia ogni giorno e' l'alba che si schiude.

Dio ogni giorno si offre al mondo nella forma di una conchiglia. Una conchiglia ogni giorno e' l'alba che si schiude.

L'arcano della conchiglia e la voce interiore
L'arcano della conchiglia e la voce interiore

La bruciante ferita del giorno che nasce ci riconduce al risveglio della vita. E' un rito naturale che si compie dalla notte dei tempi e riporta all'orizzonte il senso e il mistero del nostro essere qui, sostanza terrena che aspira al cielo. Dalla piaga della notte spuntano cielo e terra in un fragore tumultuoso che si accende di luce e infervora gli ultimi scampoli di buio.

Non c'e' dolore senza distacco e viceversa.

L'orizzonte sparisce nella vacuita' del sole separando le due parti che diventano isole di una sostanza lontano dalla quale noi ci disperdiamo quotidianamente. Le cosmogonie traggono spunto da questo incontro che si conclude col parto del sole. In relazione a tale rito la diade rappresenta la dimensione terracquea in connubio con lo spazio celeste. O anche il solido con il respiro che aleggia sulla materia. Il materico si nutre delle spire del cielo, cosi la conchiglia dei flutti marini. I fiori, i frutti e la scenografia del pianeta traggono vita dal vento che disperde e sazia e popola. Il piano dell'orizzonte e' il punto sacro d'incontro, la curvatura che mescola gli umori in uno scintillio che stordisce e riporta al sogno della vita. Si nasce dormienti per svegliarsi in un onirismo che ritualmente prende vita offrendosi alla vita.

Il simbolo della conchiglia universalmente noto lo si comprende ancor piu' se letto in un contesto sacro. Sui frontoni delle chiese, a sostegno delle acquasantiere, a guardia di pinnacoli e colonne e' un richiamo a rinascere nella piena consapevolezza che la vita scorre sul quotidiano dissacratore e svilente i nostri piani stellari e l'oceano interiore. Nel silenzio di uno spazio sacro, noi ritorniamo figli della notte progenitrice e di quella dimensione che nell'arco diurno sacrifichiamo in corsa tra mille affanni e ritroviamo invece, a conclusione del nostro percorso giornaliero, quando la vastita' del cielo si placa e le lacrime della nostra anima piu' antica si sciolgono come perle di rugiada. Col tramonto ci caliamo nei nostri spazi interiori, nel silenzio maturiamo la nostra essenza.

 

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

 











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