Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più  leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Dall'infinito al finito. I social network e la cultura del demerito
Amore e Psiche
Typography

Stiamo passando dall'epoca dell'apparire a quella del comparire.

Stiamo passando dall'epoca dell'apparire a quella del comparire.

TWIN JET NEBULA FROM HUBBLE SPACE TELESCOPE
TWIN JET NEBULA FROM HUBBLE SPACE TELESCOPE

Non sempre il tempo scorrendo comporta una maturazione qualitativa espressa in termini di civilta'. Prendendo ad esempio il tempo come clima, constatiamo continue regressioni e sbalzi climatici tali da disorientare e sbilanciare l' equilibrio psicofisico. Il tempo anticamente non era sottoposto agli attuali incesellamenti o categorie, forse perche' era considerato la placenta che racchiude la totalita' delle esperienze di ogni forma di vita organica e inorganica e in quanto tale era concepito come infinito. Il concetto di finito e' emerso poi, a mano a mano che l'uomo assumeva una posizione di netto distacco dalle altre forme di vita, privilegiando la propria a discapito delle altre. Nonostante oggi ci sia un recupero della cultura dell'infinito anche in campo scientifico, il finito campeggia a livello ideologico stabilendo severi confini maturati da una esacerbata egoita' invasiva, facendoci regredire sul piano della sensibilita'. Ne consegue che, di pari passo al bizzarro ciclo delle stagioni, il percorso della civilta' mostra un'evoluzione a cui spesso corrisponde un arretramento di quanto attiene alla sfera spirituale regolata sulla base di ritmi primitivi e identitari. Regredire significa anche violare le leggi che regolano il rapporto individuo-collettivita'. L'uomo oggi e' sempre piu' preoccupato dalla necessita' di esprimere la propria unicita' laddove non dovrebbe e di reprimerla in quegli ambiti in cui non compaia un utile. La rivoluzione informatica non fa che accelerare ed entusiasmare tale involuzione, impigrendo le facolta' dello spirito e atrofizzando i meccanismi che lo supportano.

Una dimostrazione di quanto da me sostenuto sopra, risiede nel passaggio dalla realta' dell'apparire a quella del comparire. L'apparire e' legato alla visibilita' che contempla non solo l'unicita' fisico somatica ma anche interiore. Si appare e si lascia la traccia di se' negli altri come forma di ricordo per una caratteristica che rende unico il soggetto il soggetto che la possiede. L'alterazione della individuale soggettivita' ha prodotto un generale decadimento della singola individualita' attraverso la chirurgia estetica e attraverso i vari programmi virtuali che hanno cancellato il particolare a vantaggio di un gusto tutto sommato arbitrario che si e' imposto sulle masse. I social network hanno pertanto supportato l'ulteriore passaggio alla cultura del comparire, in cui il merito viene ad essere scavalcato dal numero di presenze in rete quantificato tramite i like riportati. Gare di bellezza, concorsi canori e quant'altro vengono cosi' deprezzati per la mancanza di una giuria esperta che sappia valutare la singola esibizione, a vantaggio di un movimento collettivo fondato su altri principi che non sostengono la cultura del merito. I social impongono uno stile di pensiero che ricade in ogni settore, a sfavore dell' arte e di qualsiasi espressione umana.



 

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

 













VISITA IL SITO NUTRILAB

p2