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Il bacio e la via estatica
Amore e Psiche
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Il Neoplatonismo rinascimentale, meditando sui testi sacri e concentrandosi sullo studio delle lingue antiche, riconsidera il significato del bacio e il suo valore intrinseco

Il Neoplatonismo rinascimentale, meditando sui testi sacri e concentrandosi sullo studio delle lingue antiche, riconsidera il significato del bacio e il suo valore intrinseco

Lucien Levy Durmher (1865-1953). Salome' 1896
Lucien Levy Durmher (1865-1953). Salome' 1896

Il merito di tale riqualificazione spetta al letterato e filosofo Pico della Mirandola il quale, grazie ai suoi approfondimenti sulla lingua ebraica e sull’aramaico, rilancia il testo biblico del Cantico dei Cantici, inserendo nel discorso culturale dell’epoca il tema della Mors Osculi, ossia della Morte per Bacio, o di Bacio.

Codesto tema acquisisce una risonanza tale da valicare i confini del '500 e da pregnare i contenuti oggetto di studio della filosofia ermetica del '600. Il bacio, tema classico dell'arte mitologica che trova voce e supporto nel linguaggio pittorico e scultoreo, sfugge alle elaborazioni sterili e accademiche incentrate sul Pensiero e abbraccia i contenuti del cuore che fanno capo all'antica tradizione sapienziale d'ispirazione mesopotamica ed ebraica. Col bacio gli innamorati si scambiano il respiro che va oltre la corporeità.

Nel bacio vi è pienezza e annullamento, annientamento dell’ individualità che si destrutturalizza per comprendere l'altro e con lui divenire altra vita. Il bacio non mente, ha un linguaggio proprio che, come quello divino, si espande dal centro della persona, corrispondente al cuore. Per gli aderenti al Pensiero Gnostico il cuore è la sede della Verità che tramite il bacio viene trasmessa, ragion per cui essi erano soliti salutarsi con un bacio sulle labbra. Tale tradizione viene riportata anche dal Vangelo apocrifo di Filippo a proposito di Gesù e della Maddalena. Il bacio introduce alla via estatica.

Tale via, da contemplarsi all'interno dei percorsi iniziatici, è una tra le più antiche. La via estatica erotica a differenza di quella mistica non disdegna il corpo, ma si prefigge l'obiettivo di liberare il soggetto dai vincoli materici attraverso il corpo stesso. La via estatica erotica è diventata nel tempo la via del piacere. Perdendo la sua primigenia finalità, ha considerato il sesso fine a se stesso. Nelle epoche di profonda ribellione socioculturale si è resa interprete della rivolta, come ad esempio le cronache relative ai moti sessantottini riportano. Il sesso possiede svariati codici espressivi, molti dei quali agiscono a livello subliminale ed incitano alla violenza,

Il sesso parla il linguaggio dell'inconscio non filtrato ma orientabile sul piano delle energie, come insegna il percorso dello Yoga Tantrico che si prefigge come obiettivo l'apertura del terzo occhio e l'espansione della coscienza individuale. La via estatica del bacio è sicuramente la più spontanea e non presenta rischi. La mors osculi va intesa in senso alchemico in quanto produce degli effetti che transustanziano i due innamorati ad un piano divino, metastorico che invalida la materia e le sue manifestazioni empiriche. Giordano Bruno nella sua opera gli Eroici Furori, ne accentua il valore, modificando il finale del mito relativo all'incontro di Atteone e Diana. Rapito dalla bellezza della dea, lui la bacia.

Tale bacio procura ad Atteone la morte fisica e la conseguente transustanziazione dalla natura umana a quella divina. In ciò si esplica il significato recondito dell'opera di Bruno dagli evidenti risvolti ermeticofilosofici, riflesso del principio che non può esserci magia senza trasfigurazione.

 

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

 

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