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il silenzio dell'attesa e il simbolismo dell'agnello
Amore e Psiche
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Il silenzio insegna ad imparare attraverso il dolore

Il silenzio insegna ad imparare attraverso il dolore

 

il silenzio dell'attesa e il simbolismo dell'agnello
il silenzio dell'attesa e il simbolismo dell'agnello

 

Oggi concentriamoci sul silenzio. Non vi è nulla di più rispettoso e sincero. Abbassiamo le diatribe e impariamo dal dolore. Non può esserci rinascita senza il passaggio attraverso il fluido eterno del silenzio. 

Nel silenzio del Sabato Santo sorge spontanea la riflessione sulla valenza simbolica dell' agnello sacrificale e quindi sull'identificazione di Gesù con l'agnello di Dio. L'agnello è il piccolo della pecora e nell'Immaginario collettivo la pecora è associata al concetto di purezza, perché solitamente bianca, ma anche per il suo carattere mite.

È pur vero che negli studi antropologici gli animali non sono considerati per ciò che essi esprimono, bensì per la rappresentazione delle caratteristiche puramente umane. La pecora diviene quindi vessillo di mitezza, esempio da imitare nei comportamenti umani. Ma approfondendo l'argomento emerge che l'agnello non è tanto collegato alla pecora quanto all'ariete, ossia al maschio ovino.

Il termine ariete già immette nel significato profondo che quest'animale assume nel percorso culturale dell'Uomo. Ariete è difatti riconducibile alla stessa radice sanscrita rt che ritroviamo nella parola greca arete' che significa verità. L'ariete per le corna a spirale è diffusamente considerato un simbolo teriomorfo legato al regime diurno dei simboli, ossia un simbolo solare.

La verità è nel sole, rappresentazione di Dio e quindi della luce eterna. L'agnello di riflesso rappresenta il percorso che ogni uomo dovrebbe compiere nel viaggio della vita per ricongiungersi oltre la dimensione terrena al Pantokrator, Creatore indiscusso di tutte le cose.

L'agnello di Dio identificato nel Cristo rappresenta la certezza che l'Uomo ha di riscattarsi post mortem dalle gabbie della materia, nonché profanità. Non è un caso che l'espressione Agnello di Dio riferita a Gesù venga usata al momento dell'Eucaristia e quindi collegata all'episodio della Pasqua. Questo rappresenta difatti il passaggio che grazie alla Resurrezione di Gesù garantisce la salvezza eterna. Gesù in primis abbandonerà le spoglie umane per tuffarsi nella luce del Padre, confermandosi il Cristo, ossia l'Unto, il Prescelto da Dio.

Anche in astrologia l'Ariete rappresenta la guida verso la luce, inaugurando la stagione primaverile. Trionfando sulle tenebre, il Cristo diviene Egli stesso ariete, ritornando alla casa del Padre e questo concetto ridonda più volte nel Vangelo nella voce del Buon Pastore che rappresenta la versione antropica dell'Ariete. Quanto espresso acquista ulteriore significato se rapportato non tanto al periodo storico, quanto all'area geografica di riferimento. All'origine della cultura mediorientale troviamo infatti il nomadismo.

I termini arabo ed ebreo hanno infatti la stessa origine nella radice ebiru che significa nomade, una radice semitica e addirittura protosumerica se teniamo conto che Nibiru, il famoso pianeta x è stato tradotto con pianeta vagabondo o nomade. Alla luce di ciò comprendiamo quanto fosse importante per il popolo ebraico il concetto di guida in un territorio di per sé in buona parte desertico e quindi ostile. Gesù è Colui che aprirà il varco verso la terra promessa, il buon pastore che condurrà il suo popolo di ritorno al Padre.  

 

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

 

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