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Il razzismo vero e presunto. Il delirio delle masse

l'Opinione
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Il caso della coppia respinta dall'albergo di Ricadi sta alimentando un susseguirsi di polemiche e non si capisce se le ragioni sono legate al luogo, una localita' balneare della Calabria o ai protagonisti, due omosessuali.

Il razzismo vero e presunto. Il delirio delle masse
Il razzismo vero e presunto. Il delirio delle masse

La notizia: "Coppia gay rifiutata da casa vacanza a Ricadi, minacce di morte a titolare"

Onde evitare di cavalcare il solito ritornello sul razzismo, propongo l'analisi dell'episodio da un altro punto di vista che ha come perno la liberta' di scelta e come sfondo la cultura sociale. In alcuni articoli precedenti ho affrontato il tema del diverso in riferimento all'individuo e della sua difficile convivenza con gli stereotipi della societa' di pertinenza.Il diverso e' colui che esce dai canoni imposti dalla massa. Non segue un cliche', pertanto fa molto parlare di se' creando un filone antagonista a quello popolare. Un tempo il diverso veniva oltraggiato, oggi e' difeso, per non dire omaggiato. Chi e' quindi oggi il diverso??? Credo che nel nostro tempo esista un abuso indiscriminato e inconsapevole, ad essere buoni, della definizione razzista. Io esercente di un'attivita' sono libero di accettare chi voglio e respingere chi non mi aggrada. Queste si chiamano scelte. Tutti noi siamo posti dinanzi a un bivio di scelte. Altra cosa e' accompagnare la scelta con improperi, ingiurie e quant'altro. Ma non credo sia questo il caso. Il razzismo e' autorizzazione alla violenza, anche solo verbale. Di scelte e' fatta la vita e, volenti o nolenti, le facciamo e le subiamo.

Parole come xenofobia e razzismo sono ormai all'ordine del giorno in una societa' pilotata da una cultura che ha imposto il suo ordine facendo presa sulla confusione delle definizioni. Il caso della cppia omosessuale di Ricadi e' speculare di questa civilta' involuzionista, insensibile alle definizioni ritenute pericolose perche' forniscono lo strumento tramite cui dipanare la confusione e abbattere il muro di menzogne. La questione che piu' m'indigna di questo caso di cronaca e'il clamore feroce innescato dall'arena mediatica contro l'esercente dell'attivita' accusato di razzismo. Cio' a ben guardare preoccupa per lo smarrimento dei concetti alla loro base. Puo' una scelta essere scambiata per una forma di razzismo? Cio' accade, nel mondo in cui viviamo.

Si e' a tal punto drogati da un certo linguaggio accusatorio, da non prendere in esame gli altri dati attinenti a questa vicenda. Una scelta diviene forma di razzismo nel momento in cui esprime violenza e accuse anche verbali che discriminano l'altro dalla propria visione del mondo. E non e' affatto questo il caso!!!Ognuno di noi nella vita deve fare i conti con le sue preferenze. Preferire non e' discriminare. Questa e' una societa' che ci vorrebbe tutti omologati. Le definizioni allo stato puro saltano e chi non si adegua a queste condizioni imposte e'' esposto alla gogna mediatica.

Se c'e' una vittima in tutta questa storia e' proprio il titolare dell'albergo, perche' tacciato di essere un meridionale Calabrese ignorante e arretrato. E, a ben guardare, e' questa l'unica forma di razzismo che s'intravvede nell'episodio e sulla quale dovremmo tutti riflettere.



Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra












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