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A.I. - Intelligenza artificiale, Spielberg

l'Opinione
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L'amore come comprensione. L'umanità raccontata da Spielberg in "A.I. - Intelligenza artificiale"

A.I. - Intelligenza artificiale, Spielberg
A.I. - Intelligenza artificiale, Spielberg

 

Chi l'ha detto che per avere cuore bisogna essere umani? E il concetto di anima cosa esprime? E’ umano ciò che va oltre l’uomo.

Guardando il film Intelligenza artificiale del maestro Steven Spielberg non pochi sono gli spunti sui quali orientare la propria attenzione. Non ultimo il concetto di Creazione in chiave teologica e il concetto di amore da considerare nella sua pienezza e nella sua interezza. Se Dio ha creato Adamo per soddisfare una sua esigenza di comando, parimenti l’uomo che ha impostato la propria evoluzione sul perfezionamento della conoscenza tecnologica può dare vita a un essere fatto a sua somiglianza, capace di esprimere solo amore e di soddisfarlo interamente.

Da qui la domanda lecita e fondata posta all'inizio del film Può l'essere umano ricambiare in tutto l'amore a lui rivolto dal robot? L'amore in tutte le sue sfaccettature e’ da sempre considerato il sentimento più sincero e autentico perché si avvale del confronto, alla base di ogni conoscenza speculativa, col suo antagonista:l’odio. Se proviamo a concentrare la nostra attenzione sul concetto di Dio più comune nel mondo occidentale cristianizzato, vien fuori un'entità spirituale capace di effondere solo amore, nonostante i molteplici esempi lo riconducano a forme di tirannia subdola come già secoli fa Milton enunciava nel suo Il Paradiso perduto. Al di là di ogni riferimento massonico ravvisato nella storia di Pinocchio, il burattino disubbidiente costruito dal falegname Geppetto e la vicenda narrata nel film di Spielberg e che ha come protagonista il fanciullo robot David, hanno in comune il riferimento fiabesco alla fata Turchina e non presentano altre analogie. Le ragioni etiche alla base delle due vicende narrate sono diverse, perché assolutamente diversa e’ la finalità.

Il robot David va oltre il mondo, egli impersona la solidità del sogno in perfetta sintonia con l’anima. L’imprinting che riceve, gli consente di perfezionare le qualità insite nell'anima antropica oltre ogni aspettativa, e di garantire una fluidità col tempo passato. Il mondo tradisce l'anima, in quanto non la riconosce più. L’arrivismo, la sete di potere che si concretizza nel rapporto con le altre specie viventi e con la natura stessa impongono la fine di un ciclo che verrà riaperto con nuovi orizzonti anche espressivi da un'altra umanità extraterrestre che solo David, il candido robot, riuscirà a incontrare. Il trionfo sul tempo è il vero e potente elemento distintivo dell'anima che garantisce la base di unicità di ogni singolo vivente, in questo caso interpretata dal non uomo in senso biologico David, che sogna nella sua incapacità di dormire, di diventare un bambino vero e autentico per riuscire a conquistarsi l'amore della madre Monica. Lui non sa che proprio questa sua propensione alla positività impersonata dal sogno gli consentirà di realizzare il suo fine esistenziale grazie all'apporto di un'umanità sopraggiunta dal cielo che, oltre a un’avanzata tecnologia, possiede il dono dell’amore che altro non è, se non empatica comprensione.

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

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