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Il ruolo dell' insegnante nella societa' del disvalore
l'Opinione
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L'articolo "Donazzan contro il preside del Rossi «Un trans non può insegnare»" offre diversi spunti di riflessione che spaziano dal tema della transessualità a quello imperniato sul ruolo dell'insegnante slegato oramai dai grossi quesiti etici che oggi incontrano la crisi della definizione di Natura.

L'articolo "Donazzan contro il preside del Rossi «Un trans non può insegnare»" offre diversi spunti di riflessione che spaziano dal tema della transessualità a quello imperniato sul ruolo dell'insegnante slegato oramai dai grossi quesiti etici che oggi incontrano la crisi della definizione di Natura.

Il ruolo dell' insegnante nella societa' del disvalore
Il ruolo dell' insegnante nella societa' del disvalore

La notizia riportata nell'articolo sta registrando molti dissensi da parte di quanti ravvisano nella richiesta dell'assessore all'istruzione veneto di privare un transessuale della facoltà di insegnare, un grosso limite ai diritti sanciti dalla Costituzione. Posta in questi termini la richiesta dell'assessore rischia di innescare polemiche in quanti riscontrano nell'intenzione dell'assessore un atteggiamento antidemocratico capace di infiammare gli animi neofascisti.

La questione merita un altro approccio che travalichi i recinti dell'ideologia politica oggigiorno molto blanda, capace di intaccare il ruolo dell'insegnante circoscritto alla lezione puramente informativa e distratto totalmente dal ruolo formativo. Sarà che questa società ci vuole esseri non pensanti, come sosteneva per altro il sociologo Baumann, succubi di un'artificiosa cultura razionale che conduce una campagna agguerrita a favore della non umanità, sacrificando l'uomo e il suo bagaglio di valori ancestrali, a vantaggio di una società inconsistente, inscatolata in un insieme di nozioni che non formano, anzi distruggono l'individuo nei suoi punti di forza.

La nostra è la società del disvalore, delle ombre che galleggiano nella nebbia, che arrancano allo sbando per l'assenza di mete e punti di riferimento, come zombie fuggiti dalle celle di un laboratorio in cui la cupidigia della cosiddetta scienza non intende soffermarsi nè arretrare dinanzi ai limiti imposti dalla Natura. E' la società della distrazione mirata alla distruzione, in cui il primo ad essere disorientato è proprio l'insegnante costretto dalle regole imposte dal ministro di turno a occuparsi di tutto, fuorchè della formazione della realtà giovanile. Scartoffie, leggi, corsi di aggiornamento e tanto altro materiale in cui l'argomento persona è del tutto assente.

In una scuola cosi, chiunque sembra essere in grado di insegnare, in questa grande macchina dagli ingranaggi lucidati a nuovo allo scopo di forgiare individui in serie da inserire a loro volta in una macchina ancor più forte che macina e distrugge chi non si fa consumare dai potenti.

In una scuola ad uso e consumo della società frenetica e insaziabile non ha senso portare avanti ciò che è vero, perché nuoce a una logica ballerina che fa delle sue pressanti richieste il fulcro intorno al quale tutto gira, a iniziare dall'economia che non guarda nulla e nessuno e che considera ciò che è originale e naturale roba di altri tempi, un freno all'incessante richiesta di progresso da parte di chi non è in grado di rappresentarci, né tanto meno di tutelarci nelle nostre uniche e splendide autenticità.

 

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra

 









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