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Riflessioni sul 25 aprile

l'Opinione
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I titoli di oggi inneggiano alla odierna data 25 aprile, data che merita di essere ricordata per la liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista e dall'invasione nazista, tramite l'intervento degli Americani e grazie alle forze partigiane nazionali.

Riflessioni sul 25 aprile
Riflessioni sul 25 aprile

 

Un triste capitolo relativo alla nostra Storia si chiudeva quell'anno, infiammando gli animi di chi credeva nell'avvento di un'epoca migliore, generata dall'allora presente e pronta a divenire futuro. Ma guardiamoci intorno, cosa è rimasto?

La Liberazione da una forma di controllo dittatoriale è stata non a caso confusa e spacciata col termine imprescindibile e assoluto di Libertà in un'epoca, la nostra, in cui le parole sembrano distratte dai contenuti di una realtà che non esiste, perché senza sostanza sono i contenuti stessi. Se ci voltiamo a gurdare indietro, verso il 1945 e ad ancor prima, vediamo, nonostante la pressione sinistra di forme egocentriste di potere, la parvenza di una luce promanata da tutti coloro che, seppur arroccati nell'idealità di macabre ideologie o, fantasmagorici paladini di alte definizioni filosofiche, hanno contribuito a profilare una direzione. Esisteva il mostro e si sapeva contro chi combattere.

Nonostante la Storia si riattualizzi correntemente grazie all'apporto di sempre nuove fonti mai decadute e rivisitate e rilette alla luce del poi, e nuovi inquietanti dettagli emergano, chiaro appare quanto ci siamo lasciati alle spalle a partire da quel lontano ma neanche troppo 1945. L'Europa aveva avuto una sua fisionomia nel bene e nel male, con responsabilità individuali e individualizzabili che avrebbero dovuto sviluppare una nuova etica all'insegna di una coscienza sociopolitica progredita, ma cosi, evidentemente da quel 25 aprile non è stato.

Certi percorsi hanno senso se prevedono una radicata coscienza che si evolve lungo la scala di una consapevolezza individuale che abbraccia la collettività di appartenenza. Maturano con convinzione se s'inalberano dall'interno, non per mano straniera. Ed è proprio quanto non è successo a seguito della Liberazione del '45. Liberazione si, dunque, ma non Libertà. Non si può osannare una libertà che non ha mai portato frutti, semmai macerie, dietro l'innegabile distruzione delle singole individualità ad opera di un individualismo assetato di potere schiacciante e delirante. Non si può parlare di Libertà se oggigiorno si dipende da uno Statuto globalizzato che non considera il nostro popolo e a cui chi ci governa ci ha asserviti, per non dire svenduti. Non si può nè si deve parlare di Libertà, laddove uno Stato non si prende cura dei suoi territori e dei suoi figli. Tutto sembra possibile, oggigiorno regolato dalla sottoetica del permissivismo, eppure nulla di ciò che attiene alla Persona e alla sua tutela è programmato né consentito.

Ci hanno tolto la libertà di scegliere nelle sue espressioni primarie, cosa e come mangiare, come far fruttare i nostri suoli. si sceglie se si conosce e oggi, ahimé, siamo stati defraudati di ogni termine di riferimento a tal punto, da diventare ciascuno complice di delitti di massa, di una politica distorta che non ci appartiene e che pure seguiamo. Si muore dal cielo, e non esiste recinto, trincea che ci difenda dalle nubi iniettate di un sangue alieno, creato in laboratorio che infetta terra e dilaga tramite i fiumi per gli oceani. Dobbiamo stare zitti, tutte fandonie e intanto si muore nel silenzio di chi ci uccide e di coloro che rimarranno ciechi e ignoranti della propria fine.

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra









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