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Rifiuti, Miceli (M5S): un altro fallimento certificato per Manna
Cosenza e Provincia
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I numeri bocciano l’amministrazione rendese. E i cittadini pagano sempre di più

I numeri bocciano l’amministrazione rendese. E i cittadini pagano sempre di più

RENDE (COSENZA), rifiuti, Miceli (M5S): un altro fallimento certificato per Manna
RENDE (COSENZA), rifiuti, Miceli (M5S): un altro fallimento certificato per Manna

Rende (Cs) – Nonostante il sindaco si affanni ad annunciare fasi sempre nuove e successi futuri, i numeri svelati dalla Regione Calabria smascherano le false promesse di questa Giunta e svelano la sua incapacità amministrativa anche nel settore dei rifiuti. Ammonta a più di 278mila euro il debito del Comune di Rende per i rifiuti nel 2015, ma quel che è peggio sono i dati sulla raccolta differenziata, che condannano i cittadini a pagare tasse altissime. La percentuale rendese di raccolta differenziata rientra nella fascia compresa tra il 35% e il 50%, nonostante la società che si occupa dei rifiuti, e che è risultata vincitrice anche del nuovo bando, sostenga il superamento del 50%. Questo significa che dovremo pagare lo smaltimento dell’indifferenziato (che la Regione vergognosamente destina ancora in discarica) a 132 euro a tonnellata. Se avessimo superato il 50% di RD la cifra sarebbe stata di 125 euro a tonnellata, arrivando a 107 euro a tonnellata con una raccolta differenziata superiore al 65%.

Stiamo parlando di una differenza di 300mila euro, che supera la cifra per cui risultiamo morosi. Rischiamo grosso, tra l’altro, per come specificato nel decreto regionale: “Essendo trascorsi oltre 60 giorni dalla scadenza del pagamento, si procederà con l’applicazione delle misure” previste da due leggi: la 8 del 2002 e la 19 del 2009, che danno alla Regione la facoltà di disporre il fermo amministrativo e di incamerare somme per tutelare i propri crediti.

Intanto dal 2014, quando il sindaco Manna è stato eletto, le tasse sulla raccolta dei rifiuti sono aumentate a dismisura e la Tari ci costa fino al 135% in più rispetto al 2012. Ma a Rende funziona tutto al contrario: più paghiamo, più il servizio peggiora e contemporaneamente aumenta di costo, dai sei milioni e mezzo del 2012 ai nove milioni richiesti per il 2016. E nel nuovo bando, di cui Manna fantastica grandi cose, appare subito evidente una ulteriore incredibile ed inspiegabile incongruenza. La cifra totale per il servizio di raccolta dei rifiuti per il Comune di Rende, con 35mila abitanti, salirebbe ancora, a 9 milioni e mezzo di euro, mentre per la vicina Cosenza, capoluogo di provincia con quasi il doppio degli abitanti rendesi, il costo per la raccolta nel nuovo piano rifiuti dovrebbe attestarsi sugli 8,8 milioni di euro.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato lo scorso anno diverse proposte incentrate sulla strategia Rifiuti Zero e su un sistema basato sul concetto di "tariffa puntuale", con un meccanismo di sconti calcolati sulla quantità di raccolta differenziata prodotta e sull’attuazione di misure di compostaggio domestico di prossimità ma, visti i precedenti, abbiamo paura che anche questi input rimarranno chiusi nei cassetti di questa amministrazione. Preferiscono far pagare ai cittadini tasse elevatissime e continuare ad inquinare il nostro territorio, seppellendo, oltre ai rifiuti, anche il concetto di buona amministrazione.

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