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Le patate nella dieta fanno bene  (se cucinate nel modo giusto)
Nutrizione
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Hanno un notevole effetto saziante: con la scelta di un purè in sostituzione di pasta o riso le calorie a tavola si riducono del 40%

Hanno un notevole effetto saziante: con la scelta di un purè in sostituzione di pasta o riso le calorie a tavola si riducono del 40%

Le patate nella dieta fanno bene (se cucinate nel modo giusto)
       Le patate nella dieta fanno bene (se cucinate nel modo giusto)

 

Due recenti studi si sono occupati del consumo di patate, suggerendone un potenziale svantaggio e un vantaggio. Nel primo, sul British Medical Journal, condotto su più di 187mila persone, seguite per più di 20 anni, ricercatori del Brigham and Women’s Hospital hanno osservato che un elevato consumo di patate bollite o sotto forma di purè o al forno o fritte (a “bastoncini”, non confezionate) era associato a un aumento del rischio di ipertensione.

Mentre sostituendo una porzione al giorno di patate (bollite, in purè o al forno) con una di verdure, il rischio si riduceva. Nell’altro studio, su Nutrition & Diabetes, condotto su ragazzi normopeso, si è invece visto che quando abbinavano purè di patate, in quantità libera, a una porzione fissa di carne, introducevano il 30- 40% di calorie in meno rispetto a quando il purè veniva sostituito con pasta, riso, patate prefritte cotte al forno o patate fritte.

Elevata capacità saziante

Premesso che nessuna ricerca, da sola, può dirci quale comportamento tenere, cosa possono suggerirci questi studi? «Innanzitutto - risponde Mariangela Rondanelli, professore di Scienze e tecniche dietetiche applicate dell’Università di Pavia - bisognerà approfondire l’associazione fra elevato consumo di patate e ipertensione anche perché, almeno quelle bollite senza aggiunta di sale, hanno un rapporto potassio/sodio fra i più favorevoli (fattore utile contro l’ipertensione). Comunque, le porzioni di cui si parla (4 o più a settimana) sono elevate rispetto ai nostri consumi».

«Quanto alla possibilità che le patate - preparate con pochi grassi, sotto forma di purè - mangiate al posto di altri alimenti amidacei possano aiutare a contenere le calorie -aggiunge -, non c’è di che stupirsi, perché le patate bollite hanno elevata capacità saziante. E se la porzione è moderata, anche la risposta glicemica è accettabile, ancora più se vengono abbinate a una buona fonte proteica. Poiché le patate, oltre ai carboidrati e al potassio, apportano anche vitamine del gruppo B e la C, fibra, polifenoli, possono senz’altro entrare in una dieta equilibrata, se consumate al posto di altri alimenti amidacei e privilegiando preparazioni con moderate quantità di sale e grassi (ed eventualmente consumandole anche con la buccia). Le linee guida dell’ex INRAN prevedono una porzione da 200 grammi, 1-2 volte alla settimana».

 

fonte: Corriere.it - autore: Carla Favaro

 

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