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celiachia e le intolleranze alimentari
Nutrizione
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Il più delle volte quando si parla di diete e si discute sui piani alimentari più congeniali ai paziente si include nella visita dello specialista la richiesta di fare un test per le intolleranze alimentare che, ai fini di un riequilibrio fisico, risulta essere molto importante.

Il più delle volte quando si parla di diete e si discute sui piani alimentari più congeniali ai paziente si include nella visita dello specialista la richiesta di fare un test per le intolleranze alimentare che, ai fini di un riequilibrio fisico, risulta essere molto importante.

Stretta connessione tra la celiachia e le intolleranze alimentari
Stretta connessione tra la celiachia e le intolleranze alimentari

 

L’argomento in realtà che vorrei affrontare questa volta è proprio quello della celiachia , non entrando tanto nello specifico del problema, quanto alla difficoltà di chi ne è affetto, di nutrirsi correttamente , se ad esso si combinano altre difficoltà come ad esempio le intolleranze alimentari o "infiammazioni da cibo" come vengono meglio definite oggi.

Generalmente il paziente che va da un nutrizionista è in grado di evidenziare in prima persona dei disturbi quando ingerisce alcuni alimenti, o quanto meno soffre di disagi, che pur non riuscendo ad identificare con precisione, sa che sono legati all’alimentazione. Ecco che il passo è obbligato per uno scrupoloso esaminatore, ed è il test delle intolleranze, test che non può essere evitato. E’ bene cercare di essere più precisi e sottolineare anche se non mi dilungherò molto su questo, cosa si intende per celiachia, intolleranza e allergia alimentare.

L'allergia normalmente è una risposta immediata ad un cibo , compare infatti nel giro di pochi minuti dal contatto con la sostanza incriminata e implica l'intervento delle Immunoglobuline E (IgE) e dei mastociti. Le intolleranze alimentari invece, si esprimono per lo più con una reazione lenta, determinata dall'intervento di anticorpi di tipo IgG che solitamente insorge dopo giorni di assunzione ripetuta della sostanza alimentare verso la quale abbiamo una reattività.

In pratica un'esposizione ripetuta nel tempo di una sostanza alimentare tende a raggiungere e a superare un livello di soglia per cui non è più tollerabile dal nostro organismo nonostante si sia da sempre fatto uso di questo alimento, a questo stesso si diventa intolleranti. L’intolleranza ha manifestazioni non sempre chiare e possono andare da stanchezza a cefalea corrente, oppure gonfiore addominale, dolori articolari, oppure eczemi, orticaria ecc. Esistono inoltre delle forme di allergia alimentare “mista” in cui intervengono entrambi i meccanismi, come la celiachia.

Quando invece parliamo di celiachia stiamo parlando di una condizione abbastanza complessa che riguarda in modo particolare l’intestino tenue; è causata da una complessa reazione immunologica provocata dal glutine, che è una proteina che si trova nel frumento e in altri cereali come segale, orzo o avena. Non è un’allergia perché non produce un effetto visibile nell’immediato, ma è una malattia debilitante che causa un danno alla membrana dell’intestino, che a sua volta, impedisce di assorbire in modo corretto il cibo. La conseguenza è malnutrizione cronica e insufficienza e carenza di nutrienti.

La dieta antiglutine è obbligata, l’organismo recupera le sue funzionalità, ma a differenza dell’intolleranza non si guarisce e questa condizione diventa permanente. Visto la varietà di sintomi con cui la celiachia può manifestarsi, non sempre si individua subito la malattia tuttavia i sintomi più ravvisati per parlare di celiachia, soprattutto nei bambini, è la mancanza di crescita, debolezza, perdita di peso, ma a volte i sintomi sono più atipici e più silenti con disturbi generici allo stomaco, crampi muscolari, facilità nelle fratture ossee ecc..

Quello che molti nutrizionisti e professionisti del settore trascurano è l'enorme facilità di associazione della celiachia con le intolleranze alimentari. Ed è proprio questo argomento che mi preme trattare per fare un po' di chiarezza sull'argomento. Comunemente l'intolleranza più riscontrata nei celiaci è quella al latte o ai latticini, in particolare si è intolleranti allo zucchero contenuto nel latte comunemente chiamato lattosio.

Il lattosio è uno zucchero disaccaride: i disaccaridi sono zuccheri complessi che il nostro organismo non può digerirli così come sono e necessitano di uno specifico enzima presente nelle pareti del duodeno. Come si sa la celiachia distrugge i villi intestinali, sulla cui sommità ci sono questi enzimi, i villi compromessi riducono la scissione dei disaccaride ecco perché nei celiaci c’è l’intolleranza al lattosio. Ma oltre all'intolleranza al lattosio molto comune è anche l'intolleranza alle proteine del latte, cosa molto diversa dalla precedente intolleranza.

Esistono tante altre intolleranze molto comuni nei piccoli celiaci come l'intolleranza al sale e ai lievitati e fermentati, ma anche al nichel. La spiegazione che spesso provo a dare alle mamme di questi bimbi è che tutti noi nasciamo intolleranti a tutti gli alimenti e solo con lo svezzamento, facendo assumere piccole quantità di cibo, facciamo nascere una tolleranza alimentare verso i cibi. Spesso dico che le intolleranze che stanno crescendo nei soggetti celiaci, è legato ad un abuso di uno stesso alimento per diverso tempo, fino a raggiungere un livello soglia di tolleranza immunologica dove, una volta superata, si manifestano vari sintomi che possono essere i più svariati possibili.

La metodica per recuperare queste intolleranze è la rotazione ma non l'esclusione alimentare che può essere pericolosissima perchè anche se escludo per un breve periodo l'alimento "incriminato" poi quando si reintroduce, la persona può andare incontro anche a shock anafilattico. Non di rado mi sono imbattuto in casi in cui il paziente celiaco da me venuto lamentava la scarsa considerazione che si manifesta al loro problema quando si aggrava dalla presenza di intolleranze. 

Generalmente il mio aiuto e supporto sta nel guidarli nel mondo del cibo semplice, di una cucina meno elaborata, il più delle volte consiglio caldamente la riscoperta di un’alimentazione artigianale, mediante l’impiego di alimenti base da lavorare personalmente e non di cibi pronti che potrebbero soffrire di contaminazione non sempre indicate nelle confezioni.

Infondo quando si è intolleranti con il tempo si può recuperare il problema se il quadro fisico non è ancora compromesso, ma costa sacrifici me ne rendo conto, soprattutto se non si ha molto tempo per dedicarsi all’arte culinaria, ecco che il più delle volte cerco di svolgere un ruolo anche di sostegno umano, infatti quello che spesso a loro manca è la conoscenza delle infinite possibilità alimentari che esistono, la facilità nelle loro preparazioni e la gustosità che si può riscoprire. 

Concludo l'articolo dicendo che è molto importante conoscere l'esistenza di questo fenomeno, perché le intolleranze alimentari provocano la crescita di processi infiammatori a volte molto marcati e quindi fare il test delle intolleranze, quello che mi dosa le IgG, diventa molto importante per non far diventare cronico questo processo infiammatorio.

 

Francesco-Garritano

Dott. Francesco Garritano (biologo nutrizionista)

Direttore Scientifico rubrica NUTRIZIONE

info tel. 347-2481194 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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