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Influenza dell'obesita' nella fertilita' femminile
Nutrizione
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Negli ultimi anni, il rischio di infertilità maschile, ma soprattutto femminile, sta diventando un problema molto diffuso in Occidente

Le cause più sospettate sembrano essere proprio la malnutrizione, l’aumentato tasso di obesità e inadeguati stili di vita.

Negli ultimi anni, il rischio di infertilità maschile, ma soprattutto femminile, sta diventando un problema molto diffuso in Occidente

Le cause più sospettate sembrano essere proprio la malnutrizione, l’aumentato tasso di obesità e inadeguati stili di vita.

Influenza dell'obesita' nella fertilita' femminile
Influenza dell'obesita' nella fertilita' femminile

 

Vi è, infatti, una prevalenza molto alta di donne obese con problemi di infertilità e molti studi hanno evidenziato la correlazione tra obesità e infertilità. E’ importante sottolineare che alcuni alimenti agiscono direttamente su ormoni strettamente correlati alla regolazione della fertilità, ad esempio intervenendo su assi endocrini, come ormone della crescita (GH)-ormoni sessuali e GH-insulina, che ne è considerato l’antagonista.

A tal proposito, una equilibrata e sana alimentazione va ad agire proprio mantenendo un costante equilibrio fra i due assi, evitando perciò, che l’insulina vada a determinare un precoce invecchiamento cellulare causando di conseguenza una diminuzione degli ormoni atti a procreare. Inoltre, gran parte delle donne infertili sono affette da sindrome dell' ovaio policistico (PCOS), sindrome che è anche collegata ad un aumento del rischio di obesità e altre anomalie metaboliche. Il legame tra obesità e/o PCOS, iperinsulinemia, iperandrogenismo e l’abnorme secrezione di altri ormoni, come ad esempio la leptina, sono alla base di molti disturbi riproduttivi osservati nelle donne.

La maggior parte delle ricerche, in aggiunta, hanno indicato che le condizioni di sovrappeso e obesità abbassano anche la concentrazione di SHBG (ormone sessuale legante la globulina), il quale determina un aumento della quota libera di testosterone responsabile dell’iperadrogenismo. Inoltre la diminuzione della concentrazione di SHBG aumenta anch’esso i livelli di androgeni, di insulina e di leptina. La diminuzione dei livelli plasmatici di SHBG comporta anche un aumento della quota libera degli estrogeni. Ricordiamo che l’iperinsulinemia aumenta la sensibilità all’FSH delle cellule della granulosa determinando un incremento di androgeni che contribuiscono all’arresto della maturazione del follicolo.

Nonostante un iperleptinemia, nei soggetti obesi, è spesso presente una leptina-resistenza, la quale andrà a causare bassi livelli di GH, modificabile solo con una buona terapia dietetica specializzata. È stato dimostrato, dunque, che la perdita di peso può migliorare la fertilità di donne obese attraverso il recupero dell’ ovulazione spontanea. Pertanto, si propone che, per le donne obese o sterili dopo le valutazioni iniziali di infertilità, della quantità di grasso presente mediante esame bioimpedenziometrico (avendo così un quadro completo del proprio peso) e di altre misurazione antropometriche, dovrebbero essere considerati vari interventi di gestione del peso. Una volta che il paziente è stato classificato come in sovrappeso o obeso, allora il controllo del peso dovrebbe essere offerto come prima opzione del trattamento.

L’ intervento dietetico e una maggiore attività fisica rimangono le strategie di trattamento ottimali per le donne in sovrappeso/obese con PCOS. Già una perdita di peso relativamente piccola (circa 5 kg) può migliorare la resistenza all'insulina, l’iperandrogenismo, la funzione mestruale e quindi di conseguenza la fertilità. Inizialmente dovrebbe essere adottata la gestione del regime alimentare con modifiche dello stile di vita e se la perdita di peso non ha successo si interviene, solo in tal caso, farmacologicamente e con altri interventi chirurgici riservati per questo problema. Per quanto riguarda il piano alimentare, dovrebbe essere composto da alimenti a basso indice glicemico (frutta e verdura), oltre che da minerali come lo zinco (abbondante nelle ostriche), il ferro, il calcio ed il selenio, e da vitamine, folati e acidi grassi polinsaturi.

Tuttavia, nella “dieta della fertilità” non devono mancare mai le proteine animali (presenti nella carne e nel pesce) e proteine vegetali che sembrano essere i veri “costruttori del terreno per la fertilità”. Andando ancora più nello specifico, ad una donna che vuole rimanere incinta, si consiglia di assumere carboidrati complessi a basso indice glicemico, meglio ancora se integrali, in quanto non vanno ad innalzare rapidamente la glicemia, spesso causa di PCOS. Si preferisce consigliare di eliminare lo zucchero bianco non cadendo nell’errore di utilizzare dolcificanti come l’aspartame, altamente cancerogeno, e meglio ancora sostituire spesso la pasta bianca con quella integrale.

Un ruolo importante viene giocato dai grassi sopratutto dai cosiddetti “acidi grassi buoni” come gli omega 3 e gli omega 6, rispettivamente importanti per contrastare l’infiammazione cellulare, al contrario, gli acidi grassi saturi possono causare infiammazione in tutti i tessuti corporei, compresi quelli in cui avviene l’ovulazione. Una parentesi va aperta anche sul colesterolo, questo steroide, paradossalmente molto importante per le sue funzioni strutturali, non deve essere presente in concentrazioni eccessive (ricordiamo che in parte è il nostro stesso fegato a produrlo), altrimenti comporta gravi problemi metabolici, ma c’è un momento in cui il nostro fegato produce molto colesterolo, ovvero quando sono presenti elevati livelli di insulina, cioè quando si ingeriscono elevate quantità di carboidrati ad alto indice glicemico (zucchero, farine 00 ecc…), un motivo in più per preferire carboidrati integrali.

In più: diminuire il consumo di cibi ricchi di grassi saturi, pericolosi per la fertilità, e abbondare con broccoli, peperoni, pomodori, agrumi, kiwi, mele, pere e frutti di bosco e ovviamente bere in abbondanza, in quanto l’acqua aiuta ad avere un ottimo stato fisico e mentale, in tutte le fasi della vita. Il supporto di un nutrizionista è un aiuto garantito per la valutazione dei livelli di assunzione con la dieta, le abitudini alimentari e l’ individuazione di un appropriato approccio dietetico.

 

Francesco-Garritano

Dott. Francesco Garritano (biologo nutrizionista)

Direttore Scientifico rubrica NUTRIZIONE

info tel. 347-2481194 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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