Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più  leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Come gestire le alterazioni del metabolismo durante il turno di notte?
Nutrizione
Typography

La gestione del metabolismo quando si fa il turno di notte

La gestione del metabolismo quando si fa il turno di notte

Come gestire le alterazioni del metabolismo durante il turno di notte?
Come gestire le alterazioni del metabolismo durante il turno di notte?

 

Il nostro organismo risente dei ritmi che cambiano quando si lavora di notte e questo porta spesso ad alterazioni del metabolismo. Vediamo come. C’è chi ormai, già da tanto tempo, vive di notte per lavorare e chi, invece, alterna settimane con turno notturno a settimane con turno diurno. Lavorare di notte piace e non piace, alcuni lo accettano, altri fanno fatica ad abituarcisi. L’unico, tuttavia, a non abituarsi resta il nostro metabolismo che ha seri problemi con la regolarizzazione degli orari, specie se alternati e altalenanti. Il nostro organismo è un sistema strettamente organizzato che funziona in base a stimoli esterni: è stato abituato, ad esempio, a dormire di notte con lo stimolo del buio e a vegliare di giorno con l’arrivo della luce. E così anche il nostro metabolismo, di giorno è attivo perché sono secreti quegli ormoni in grado di farci restare svegli, di fornirci energia per lavorare e affrontare le giornate e di bruciare grassi perché ci muoviamo e siamo attivi e dinamici.

Al contrario, la notte, il nostro metabolismo è lento perché l’arrivo del buio attiva la secrezione di ormoni, quali la melatonina, che ci fa venir sonno e ci fa dormire insieme a tutta la stanchezza accumulata, e il sonno sarà profondo, perché i livelli di leptina, l’ormone che non ci fa sentire fame, sono alti, motivo per cui non ricerchiamo cibo mentre dormiamo. Su queste basi si poggia la concezione di un’alimentazione sana e una corretta distribuzione dei pasti che parte al mattino con una super colazione, per passare al pranzo con un bel pasto completo mentre si arriva poi, a sera, con una cena mini, più leggera. È tutto un sistema estremamente perfetto e funzionante finché qualcosa interferisce e sregola questo meccanismo.

Il lavoro su turni interferisce col nostro metabolismo

Lavorare a turni e alternare la vita di notte alla vita di giorno crea delle alterazioni a livello del sonno, fase fondamentale della nostra quotidianità per mantenere una certa condizione di benessere psico-fisico. Studi recenti hanno evidenziato che disturbi del sonno sono legati all'aumento di peso, proprio perché viene alterato l’assetto degli ormoni e la loro ordinaria secrezione. Il nostro organismo legge quindi, questi cambi di orario come segnali di pericolo e mette in atto dei meccanismi di risparmio energetico per eventuali necessità future, che tradotto significa aumento delle riserve sotto forma di grasso.

Come agire?

La soluzione a questo sfasamento e a quest’alterazione è il controllo dei segnali derivanti dall’assunzione di cibo: bisogna sempre rispettare la crononutrizione, ossia una corretta distribuzione dei pasti anche se a orari diversi del solito. Il primo pasto dopo il risveglio deve essere abbondante, qualunque sia il nome che gli si voglia dare: colazione, brunch, pranzo. Se ci si alza alle 6 del pomeriggio per fare un turno di notte, bisogna sedersi e mangiare tanto, il pasto deve essere ricco e abbondante, composto da frutta e/o verdura, una fonte di cereali integrali e una quota proteica (uova, carne, pesce, affettati, latticini…). È da questo pasto che bisogna iniziare la propria giornata, ossia il primo pasto della giornata dopo essercisi alzati; da qui poi, il resto dei pasti va fatto mantenendo una distanza di tempo di almeno 3-4 ore e facendo dei pasti dalle quantità più limitate. Se a questa organizzazione si aggiungesse un’ora di attività fisica da fare a digiuno al risveglio, qualunque sia l’orario, l’attivazione metabolica sarebbe fortemente stimolata. In questo modo, il metabolismo attivo evita il processo di ingrassamento, il lavoratore che farà il turno di notte si abituerà presto al nuovo ritmo e questo lo aiuterà a sentirsi meglio sia a livello mentale che fisico. Dopotutto, viene invertito il giorno con la notte, ma le abitudini dovranno rimanere uguali a quelle di quando si vive normalmente di giorno e si dorme di notte… è più o meno come guardare la vita da un altro punto di vista.

 

Francesco-Garritano

Dott. Francesco Garritano (biologo nutrizionista)

Direttore Scientifico rubrica NUTRIZIONE

info tel. 347-2481194 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

https://www.facebook.com/francesco.garritano.71

 

VISITA IL SITO NUTRILAB

p2

b2

b1

p4

p5

sbevozx_300x250.jpg

roar2_300x250.jpg

Creative iRoar Bundle_300x250

X7_300x250.jpg

x7_limited_300x250.jpg

p6

Banner e logo Volagratis 300 x 250