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Roma, la guerra delle buche. Raggi: "Ne abbiamo riparate 400". Ma la pioggia allarga i crateri
Politica
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Il manto viario già a pezzi distrutto da gelo e precipitazioni. Solo interventi tampone. “A febbraio via ai lavori completi ”

Il manto viario già a pezzi distrutto da gelo e precipitazioni. Solo interventi tampone. “A febbraio via ai lavori completi ”

Roma, la guerra delle buche. Raggi:
Roma, la guerra delle buche. Raggi: "Ne abbiamo riparate 400". Ma la pioggia allarga i crateri

«Quattrocento buche riparate in appena due settimane, dal 15 al 31 dicembre», annuncia Virginia Raggi nella sezione “La sindaca informa” sul sito del Comune. Gli interventi, fa presente la prima cittadina, hanno riguardato zone differenti. Ad esempio, via Casal del Marmo, piazza Verbano, lungotevere Cadorna, lungotevere della Vittoria, via Cassia, via della Storta, via Flaminia, via Battistini, via Trionfale, piazza del Popolo.

Ma 400 buche sono una goccia nel mare magnum della capitale, specialmente ora, dopo il maltempo che ha flagellato di nuovo le strade e gli effimeri rattoppi fatti mettere dalle varie amministrazioni. Attraverso le crepe l’acqua è scesa in profondità, si è gelata con le basse temperature e ha fatto scoppiare l’asfalto e aperto vere e proprie voragini. Adesso muoversi per Roma vuol dire nella migliore delle ipotesi rovinare le sospensioni dell’auto, nella peggiore finire con il motorino dentro una buca killer. --

E si tratta spesso di arterie di grande viabilità. Via della Magliana, il ponte dallo stesso nome, il viadotto sono una successione ininterrotta di pericolosissime buche, specialmente quando, in assenza di traffico, automobilisti e scooteristi premono sull’acceleratore. Via del Tintoretto, via Ballarin, circonvallazione Ostiense sembrano uscite da un bombardamento. A volte le cavità sono così ampie e profonde da trasformarsi in bacini d’acqua che le auto non riescono ad evitare.

«A febbraio — anticipa la sindaca, sempre sul sito del Comune — riprenderanno le attività di rifacimento del manto stradale dei tratti più disastrati delle principali arterie della città. Nel frattempo, prosegue l’attività della task force anti-buche potenziata dal Campidoglio con squadre di controllo in ogni municipio per monitorare capillarmente le strade e la qualità dei lavori ».

In realtà, le squadre di controllo riescono a fare ben poco di fronte al proliferare incontrollato delle buche. Insieme alle voragini, perciò, si moltiplicano le transenne e le reti arancioni per mettere in sicurezza l’area, aggiungendo degrado al degrado. Oppure spuntano inediti cartelli stradali che prescrivono il limite di 30 all’ora per “strada dissestata” o per “radici affioranti”. In attesa di interventi o di recinzioni, i vigili urbani restano come pali a presidiare la buca. Secondo il Codacons sulle strade della capitale c’è un avvallamento ogni 15 metri. Mentre il Comune spende 20 milioni l’anno per risarcire i cittadini incidentati.

Il sopralluogo effettuato ieri pomeriggio con relative foto conferma che viviamo in una città gruviera, democraticamente e uniformemente costellata di buche: via Acireale e via La Spezia a San Giovanni, viale Marconi e via Blaserna a Roma sud, via Casilina all’altezza dell’ex Pantanella. Buche e avvallamenti anche lungo le corsie preferenziali, con i già malandati autobus dell’Atac che perdono pezzi a furia di marciare sulle montagne russe di Roma. (Repubblica.it)

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