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Epatite C, malati ricorrono al giudice per ottenere la cura e un risarcimento milionario

Salute e Benessere
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Ricorrono al giudice per ottenere gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale il 'super-farmaco' contro l'epatite C sofosbuvir, in grado di debellare la malattia, ma molto costoso.

Per ora sono 3 pazienti di Parma - tutti anziani, molto gravi (uno è malato di cancro e in attesa di sottoporsi a trapianto di fegato a Strasburgo) e colpiti da epatite dopo trasfusioni di sangue infetto - ma presto potrebbero diventare 8. Altri 5 stanno infatti per intraprendere la stessa iniziativa, 3 dei quali a Milano. I 3 pazienti sono assistiti dallo studio legale DeFilippi e associati, che per ognuno di loro ha intrapreso 2 strade presso il tribunale di Roma.

Per prima cosa un ricorso ex articolo 700 del Codice di procedura civile, in cui viene chiesto al giudice un provvedimento urgente che imponga al ministero della Salute e all'azienda produttrice Gilead Sciences di fornire immediatamente una terapia completa con sofosbuvir, completamente a carico del Ssn.

La seconda mossa è un atto di citazione ordinario per chiedere a ministero e casa farmaceutica un risarcimento pari a 800 mila euro per ogni paziente, di cui 500 mila euro per danni da trasfusione, patrimoniali e morali. "Ci auguriamo che arrivino presto nuovi farmaci anti-epatite C in grado di essere commercializzati per tutti - afferma all'Adnkronos Salute l'avvocato Claudio DeFilippi - perché in questo momento non tutti possono pagare le cifre richieste in Italia per l'unico farmaco salvavita presente sul mercato. Se non cambiano le cose - avverte il legale - questi pazienti non potranno che essere l'avanguardia di un plotone ben più grande".

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