L'attesa nella letteratura del 900'
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Il tema dell'attesa nella letteratura ottocentesca e decadentista

Invito alla lettura
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L'attesa è un tema di per sé affascinante, capace di spogliare e penetrare le sfoglie dell'anima con l'intenzione di capirne i suoi reconditi spazi.

L’attesa è il tema dell'amore che apre scenari di probabilità laddove l’innamorato sogna certezza, e va a incrociare i passi del destino in una danza consumata al buio.

Jeremy Lipking (1975-) Reclining in White
Jeremy Lipking (1975-) Reclining in White

 

La letteratura filoromantica ottocentesca considera l'attesa il preludio di un amore difficile, dal finale molto spesso tragico, in cui il Destino gioca un ruolo da protagonista, indipendentemente dalla volontà dei due infiammati dalla passione d'amore. Il di fuori ostacola l’interiorità delle due persone che hanno ben chiaro lo spessore del proprio sentimento e intendono portarlo a compimento. Nel Romanticismo l'Amore sposa la morte con una truce lucidità che lascia stupefatti i lettori di oggi. Nel Decadentismo l'attesa non è pregna della stessa speranza che ritroviamo nella letteratura ottocentesca. Essa non è alleata del sentimento che combatte l'ostacolo delle circostanze esistenziali, come ci racconta ad esempio il narratore Thomas Hardy nei suoi romanzi. L'amore proibito passa in secondo piano rispetto alla scansione della propria interiorità. L'attesa diviene quindi ottima occasione di studio, per realizzare quella conoscenza di sé che non conosce mai fine.

Il deserto dei Tartari
            Il deserto dei Tartari

Essa è legata non tanto al sentimento in sé, quanto allo stadio indispensabile ad operare la frattura di una condizione di stasi in cui l'essere avvizzisce, condizione che ritroviamo ad esempio nel romanzo ll deserto dei Tartari di Dino Buzzati. L'attesa non è una pausa sterile ma è il fuso intorno al quale svolgere il filo della propria esistenza. Nell'attesa si consuma la vera vita pregna di quell’interiorità di cui l'uomo ha bisogno per cogliersi. Nel relativismo del tempo e dell’obiettività che investe le espressioni artistiche, la ricerca di se stessi si scopre essere prioritaria rispetto ai sentimenti, per quanto sublimi possano apparire. Lo scandaglio dell'anima è imprescindibile dalla dimensione onirica che avvolge l'amato, il quale scopre di essere molto spesso l'immagine speculare o travagliata del protagonista, che resta investita di insondabile mistero.

Ippolita Sicoli

Dott.ssa Ippolita Sicoli

(Specializzata in Antropologia, Eziologia, Mitologia e Discipline Esoteriche)

LA FINESTRA SULLO SPIRITO

https://www.facebook.com/ippolita.sicoli

 

Libri scritti da Ippolita Sicoli:
Il canto di Yvion Storie di pecore e maghi Nel ventre della luce Il solco nella pietra