Arriva la sterlina di plastica: ''niente filigrana, siamo inglesi''
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Arriva la sterlina di plastica: ''niente filigrana, siamo inglesi''

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Le banconote da 5 e 10 saranno più resistenti e non si potranno contraffare. Una rivoluzione nata nel centro stampa Cerutti di Casale Monferrato

Manca soltanto l’annuncio ufficiale: presto cominceranno a circolare nel Regno di Sua Maestà le sterline di plastica che sostituiranno quelle in filigrana.

 

La Regina Elisabetta nella sede della Bank of England davanti alle rotative della Cerutti
La Regina Elisabetta nella sede della Bank of England davanti alle rotative della Cerutti

 

 

Tutto è pronto per far uscire le banconote da cinque pounds, con l’immagine di Winston Churchill, e quelle da 10, con il volto della celebre scrittrice britannica Jane Austen, realizzate con uno speciale «polipropilene» sottile e flessibile.

Il «polipropilene» garantisce una maggiore durata (fino a due volte e mezzo di più rispetto a quelle di carta), più resistenza (non si rovinano anche se finiscono in lavatrice), ma, soprattutto, rende molto più difficile la contraffazione per via anche di una «finestrella» trasparente su cui è concentrato un elevatissimo livello di tecnologia italiana.

È il know how di una delle aziende leader nel mondo per le macchine da stampa: la Cerutti Packaging equipment del gruppo «Officine Meccaniche Cerutti», quartier generale a Casale Monferrato, centro ricerche a Vercelli, stabilimenti produttivi in entrambe le città.

Tutto è pronto, si attende il «la» dalla Bank of England per cominciare a divulgare i nuovi «soldi di plastica» (che «sembrano finti», secondo un sondaggio di gradimento tra gli inglesi, che però approvano «la maggiore sicurezza») e ritirare, via via, quelli tradizionali.

La rivoluzione cultural-monetaria, che mette fine a una tradizione di 322 anni, era stata annunciata a fine 2013 da Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra che ha affidato alla Innovia Security il contratto in esclusiva per la preparazione delle banconote di plastica. È proprio in questa fase di preparazione che entra a far parte, con un ruolo delicatissimo, l’esperienza e l’affidabilità della «Cerutti» di Casale Monferrato.

La sterlina di plastica
La sterlina di plastica

 

Le banconote, infatti, si attuano attraverso diverse fasi: dalla realizzazione della pellicola trasparente fino alla stampa finale. Passaggio intermedio fondamentale è quello in cui vengono impressi i colori di base, utilizzando inchiostri molto sofisticati e, soprattutto, in cui si realizza la «finestrella anticontraffazione», dove si inseriscono speciali sistemi di sicurezza. È la parte più difficile.

Ed è stata affidata alla tecnologia Cerutti che già, peraltro, l’ha sperimentata e attuata con successo in molti altri Paesi del mondo: dall’Australia, alla Nuova Zelanda, a Singapore, al Canada, al Cile, al Messico, al Mozambico, al Nicaragua, alla Nigeria, allo Zambia, al Vietnam, alla Romania.

Qui si stampano banconote correnti di plastica con il know how casalese; in molti altri Stati tra cui Brasile, Cina, Indonesia, Paraguay, Thailandia, la stessa tecnologia è stata impiegata per la stampa di banconote di polipropilene a scopo commemorativo. La Cerutti ha attualmente sei macchine di questo tipo installate nel mondo: tre in Australia, una in Messico, una in Inghilterra (che produce per il Centro America e l’Africa) e, da luglio scorso, quella nella contea di Cumbria, al confine con la Scozia, per preparare le sterline della Regina.

Il programma concordato con la Innovia Security è stato rigorosamente rispettato: «La macchina, lunga una sessantina di metri e alta otto, è stata montata dai tecnici di Casale e di Vercelli – spiega il presidente Giancarlo Cerutti – e ha superato brillantemente le fasi di accettazione e di verifica».

Validation test: ok. Ora si attende soltanto che la Bank of England annunci l’uscita delle prime banconote di plastica da 5 sterline. Più avanti quelle da 10. Intanto, è stata presa una nuova decisione: con lo stesso materiale e analogo procedimento si faranno anche quelle da 20. «Con tecnologia ancor più raffinata messa a punto nei nostri laboratori di ricerca» spiega il presidente Cerutti.

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