COSENZA. Festival del Giallo, si parte con gli incontri con gli autori
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COSENZA. Festival del Giallo, si parte con gli incontri con gli autori

Cosenza e Provincia
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In arrivo in città gli scrittori che animeranno la prima giornata del Festival del Giallo e del Noir in programma domani, venerdì 27 novembre, a partire dalle ore 16,00, al Chiostro di San Domenico.

La manifestazione, di cui è direttore artistico Giovanni Guagliardi e che è promossa dal Comune e dalla Provincia di Cosenza, insieme all’Associazione di promozione sociale “Prospettiva Avvenire”, ospiterà, sia domani che sabato 28 novembre, alcuni tra i più rappresentativi scrittori di gialli del panorama nazionale che saranno chiamati a dialogare con lettori ed appassionati del genere. Ad aprire domani la serie degli incontri, sarà Gianni Simoni, considerato il nome di punta dell’edizione 2015 del Festival del Giallo e del Noir di Cosenza. Ex magistrato, ora in pensione, si è occupato, come giudice istruttore, di indagini importanti in materia di criminalità organizzata, eversione e terrorismo. E’ stato, inoltre, pubblico ministero nel processo d’appello per l’omicidio Ambrosoli ed ha condotto l’inchiesta sulla morte di Michele Sindona nel carcere di Voghera.

Vicenda quest’ultima che ha influenzato anche la sua attività di scrittore. Uno dei suoi libri, pubblicato per Garzanti in collaborazione con Giuliano Turone, ha per titolo proprio “Il Caffè di Sindona”. Tra i personaggi creati dalla penna di Gianni Simoni e protagonisti dei suoi romanzi successivi, figurano il commissario Miceli e l’ex giudice Petri (al centro del popolarissimo “Commissario, domani ucciderò Labruna”) e il commissario Lucchesi, motore di un’altra serie di libri. Gianni Simoni dialogherà, al Chiostro di San Domenico, con Pino Sassano e Giancarlo Carci sul tema “Il Giallo è Nero”. Subito dopo, sarà la volta di Giovanni Negri, giornalista e scrittore, con un passato politico di tutto rilievo come segretario nazionale del Partito Radicale e parlamentare europeo, ma ora anche produttore di vini, circostanza quest’ultima che ha ispirato il personaggio delle indagini di alcuni suoi romanzi, il commissario Cosulich. A dialogare con Giovanni Negri, sul tema “Giallo, Rosso, Bianco e Rosè”, Sarino Branda che con lo scrittore condivide la passione per i vini e la competenza in materia enologica.

Al giro di boa della prima giornata, una conversazione tutta incentrata sul rapporto tra letteratura gialla e cibo. La Presidente del Consorzio “Assapori” Concetta Greco ne parlerà con il direttore artistico del Festival Giovanni Guagliardi. Il tema è “Risotto, un giallo internazionale”. L’occasione sarà propizia per discutere delle eccellenze gastronomiche calabresi, assistere ad una video-ricetta e soffermarsi sulla preparazione del risotto alla maniera di Manuel Vázquez Montalbán. Al termine della conversazione, il pubblico partecipante sarà coinvolto nella degustazione degli arancini di Montalbano che hanno dato il titolo ad uno dei racconti di Camilleri, con al centro il celebre investigatore di Vigata, e che saranno fedelmente riprodotti, ma utilizzando ingredienti rigorosamente calabri, nonostante l’origine siciliana della prelibatezza. Subito dopo, riprenderanno gli incontri con gli altri ospiti della prima giornata del Festival : Gianluca Arrighi e Franco Sumberaz, quest’ultimo senza il suo interlocutore Roberto Riccardi costretto a dare forfait per impegni sopravvenuti.

Il romano Gianluca Arrighi, un avvocato penalista che con il suo libro “L’inganno della memoria”, del 2014, è rimasto per un anno ai primi posti della classifica dei thriller più venduti, dialogherà con Assunta Morrone sul tema, che è un gioco di parole, “Gialli Arrighi e A quadretti”. L’artista Franco Sumberaz, con una solida esperienza internazionale e significative collaborazioni in Italia ed all’estero, tratterà, infine, il tema “Delitti e Misteri nell’Arte”. Il Festival del giallo e del noir ha, nei giorni scorsi, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “Scatti in giallo”, in corso al Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia, ospitato un’anteprima degli incontri con gli autori, dedicata esclusivamente ad un gruppo di scrittori cosentini e calabresi che in diverse circostanze si sono cimentati con il genere giallo o con i suoi sottogeneri.

A coordinare i lavori è stato il direttore artistico del festival, Giovanni Guagliardi che ha introdotto l’incontro con Arcangelo Badolati, una delle prime firme della nostra regione e tra i maggiori depositari di quel giornalismo d’inchiesta che continua a vederlo in prima linea nell’approfondimento dei casi più delicati di cronaca nera e dei misteri rimasti insoluti o ancora avvolti in impenetrabili porti delle nebbie e che, grazie alla sua passione e alle sue riconosciute competenze, cerca di rendere meno inestricabili negli articoli pubblicati per “Gazzetta del Sud” di cui è caposervizio e nella sua consistente attività di scrittore che conta già moltissimi titoli.

A dialogare con Badolati, sul tema “Giallo tenebre: storie di ‘ndrangheta” è stato un altro giornalista cosentino, il direttore di TEN (Teleuropa Network) Attilio Sabato. Sollecitato dalle domande del collega, Arcangelo Badolati ha affrontato con il suo linguaggio diretto e senza fronzoli anche alcune delle questioni di più stringente attualità: dai paventati collegamenti della ‘ndrangheta con l’ISIS, che ha categoricamente escluso, alle recenti rivelazioni di Raffaele Cutolo sul caso Moro, fino all’esercizio molto frequente in Calabria del pentitismo.

Interessante anche il successivo incontro, moderato da Pier Francesco Bruno e che ha visto protagonista lo scrittore cosentino Giulio Bruno, autore dell’interessantissimo “L’Esca di Alarico”, pubblicato da Falco Editore ed ambientato a Cosenza, con minuziose descrizioni della città. Il libro di Bruno è il secondo episodio di una saga che vede protagonista il commissario Luca Giannitteri. E’ proprio lui ad essere chiamato a far luce su alcuni misteriosi delitti. Sullo sfondo, la figura di Alarico e la leggenda ad esso legata, ridiventate in questo momento di grande attualità, in un intreccio tra storia e modernità.

Giulio Bruno, nel corso dell’incontro al MAM, ha spiegato la genesi del libro, le difficoltà incontrate, sia sotto il profilo tecnico che emotivo, e la sua fonte di ispirazione: i gialli classici, quelli che richiedono un meticoloso lavoro di verifica, controllo e attenzione, affinché tutte le tessere del mosaico tornino al loro posto. In chiusura, un’altra scrittrice cosentina, Assunta Morrone, ha cambiato totalmente punto di vista e, prendendo spunto dal suo libro “Io e Velàzquez, ovvero “il giallo dell’insolito quadro” ha proposto la visione quasi onirica di un giallo per bambini che si pone anche propositi più alti come la rivalutazione delle opere e del territorio senza dimenticare mai quell’aura di delicato sogno che deve sempre, imprescindibilmente, accompagnare tutti i lettori.

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