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Catanzaro. Personale di pittura di Giuseppe Galati

Arte e Cultura
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Ancora una bella mostra promossa dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini.

Domani pomeriggio, infatti, nei locali del Circolo Unione di Catanzaro, alle ore 16,30, il sodalizio culturale catanzarese, presieduto da Vincenzo Ursini, ha in programma l’apertura della personale di pittura di Giuseppe Galati, artista di consolidata esperienza nato ad Acquaro in provincia di Vibo Valentia. Dopo un’infanzia di peripezie formative in cui scopre la sua passione per il disegno e i colori, Giuseppe Galati frequenta il Liceo Artistico di Reggio Calabria, distinguendosi come uno dei migliori allievi. Si dedica, quindi, all’insegnamento e partecipa a concorsi e mostre ottenendo riconoscimenti e premi tra i quali il Premio “Arte oggi”. Negli anni settanta entra in politica, accantonando in parte la pittura. Dopo aver fatto il sindaco del suo paese e il presidente della Comunità Montana “Alto Mesima”, riprende con nuova passione l’attività artistica.

La sua pittura nasce dai contenuti della realtà, dal mondo degli uomini e delle cose, dalle sensazioni che ne scaturiscono e che egli ricrea con un processo di trasfigurazione lirico-espressivo in cui segno e colore s’impongono su un tessuto compositivo dal quale le forme emergono in tutta la loro consistenza per trasmettere, ora il tormento e l’inquietudine che attraversano la nostra vita nevrotica, ora la nostalgia e la mestizia struggente della memoria. L’artista è attratto dai temi sociali e dalla natura aspra e selvaggia che lo circonda e con la quale dialoga in solitudine alla ricerca di emozioni e sensazioni che poi traduce in una pittura a volte tormentata e a volta venata da una sorta di contemplazione poetica. Le sue opere emanano un fascino attrattivo spesso permeato da una sottile inquietudine che rimanda ad una realtà percepita con forte passione ed espressa con il pulsare di un sottile pathos. Molto apprezzata è stata la sua opera “Madre in fuga”, inserita lo scorso anno sul Calendario d’arte dell’Accademia dei Bronzi.

“Un’opera – ha scritto il presidente dell’associazione culturale catanzarese – dai tratti caldi e forti che accompagnano i passi di una madre mentre fugge dalla guerra portando con sé i suoi figli nella speranza di trovare altrove un futuro migliore. È una madre zingara che esce dal ghetto, dal mondo degli ultimi e che si avvia verso la cosiddetta società evoluta. Un lembo di azzurro alle sue spalle suggerisce che non tutto ancora è perduto e che al buio della disperazione può seguire un’atmosfera più accettabile, più dialogante o, meglio, un barlume di speranza per approdare in un modo diverso e migliore”. L’arte di Giuseppe Galati, quindi, come grande mezzo di riscatto dalle discriminazioni sociali. La mostra rimarrà aperta fino al 21 febbraio, dalle ore 16,30 alle ore 19,30.

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