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AMBIENTE. Oliva, si riparte: nuovi carotaggi

Cosenza e Provincia
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Le analisi da Noe e dalla Procura di Paola. Individuate altre due aree da valutare per i rischi alla salute dei residenti della zona

AMANTEA. Nei prossimi giorni tecnici dell'Arpacal, unitamente al personale della Procura di Paola, torneranno nella Valle Oliva, là dove sei anni addietro (26 aprile 2010) a seguito di appositi carotaggi - vennero rinvenute tonnellate di rifiuti tossici per la salute umana (niente di radioattivo).

 

AMBIENTE. Oliva, si riparte: nuovi carotaggi
AMBIENTE. Oliva, si riparte: nuovi carotaggi

 

Per una parte di questi rifiuti interrati sono state ritenute responsabili 5 persone - un imprenditore edile di Amantea e quattro proprietari terrieri residenti nei pressi dell' Oliva - finiti sotto processo con l'accusa, a vario titolo, di disastro ambientale nonché per decesso a seguito di avvelenamento delle acque di un pescatore della zona. La nuova imdagine pare sia stata avviata proprio da questa inchiesta. Nei laboratori dell'Arpacal di Cosenza, infatti, sono già presenti i dati delle aree contaminate: si tratta di 140 mila metri cubi di materiale misto a sostanze inquinanti.

Una vera e propria montagna di scorie - accertate in otto aree individuate dalla Valle Oliva - costituite soprattutto da elevate concentrazioni di idrocarburi e dalla presenza di metalli pesanti. In particolare, dalle analisi condotte dall'Arpacal e poi confermate dall'Ispra, erano emersi elevati valori di idrocarburi difficilmente riscontrabili in zona e, con molta probabilità, provenienti dalla lavorazione nelle raffinerie: dieci volte superiori al fondo naturale. Mentre per quanto riguarda i metalli pesanti si era accertato la presenza nei terreni di arsenico e rame con una concentrazione fino a dieci volte superiore alla norma.

Come di cadmio (6,5 volte superiore), zinco (cinque volte superiore alla norma, antimonio, cromo esavalente e cobalto. Con i nuovi studi, i tecnici dell'Arpacal dovranno monitorare due nuove arie aggiuntive a quelle già passate al setaccio nel passato. Si tratta soprattutto nella zona in cui erano stati scoperti rifiuti interrati in profondità (tra cui amianto).

Saranno effettuate analisi chimiche e geofisiche. La zona è quella di Foresta a Serra d'Aiello.

Saranno effettuate analisi radiometriche, analisi chimiche e soprattutto e geofisiche per quantificare la massa di eventuali contaminanti ritrovate nel sottosuolo. Verifiche che saranno compiute grazie ad indagini elettromagnetiche ed elettromiografiche. Inoltre altre indagini saranno compiute per valutare gli effetti sulla salute umana dell'altra zona individuata nel corso delle indagini sull'inquinamento dell'Oliva.

Si tratta di un'area in località Foresta di Serra d'Aiello - diversa da quelle già monitorate dall'Arpacal - in cui sarebbe stato interessato materiale contaminato stimato tra i 15 ei 18mila metri cubi. E poi si rivaluteranno i dati provenienti da un nuovo campionamento delle acque in profondità lungo gli argini del fiume Oliva. I tecnici preleveranno campioni dai circa 30 piezometri lasciati in zona. Il 30 giugno 2010 il Procuratore di Paola, Bruno Giordano, aveva commentato i lavori di carotaggio in corso lungo il fiume Oliva, nel comune di Amantea, Serra d'Aiello e Aiello Calabro: "la stima è senz'altro per difetto, ma pensiamo che sotto il fiume Oliva ci siano almeno centomila metri cubi di fanghi industriali".

I carotaggi in questione, si erano resi indispensabili a seguito di diverse segnalazioni della presenza di presunto materiale tossico nella zona è a seguito di alcune relazioni medico scientifiche che avevano fatto emergere una casistica insolita di morti per tumore in quell'area. 

Rita Cancelli (La Provincia di Cosenza)

 

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