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25 aprile, i 70 anni della Liberazione

Italia
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Non appena il Parlamento lo ha eletto presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha dribblato tutti ed ha fatto visita, privatissima, alle Fosse Ardeatine. Basterebbe questo particolare per comprendere quale considerazione abbia il capo dello Stato del "sacrificio di tanti" e quale importanza rivestano per lui la lotta di Resistenza e Liberazione e come il 25 aprile sia "una festa di libertà e di speranza che ricorda quel che abbiano conquistato grazie al sacrificio di tanti e che abbiamo il diritto e dovere di conservare e preservare".

Considerazioni condivise dalle massime cariche della Repubblica che celebrano la Liberazione nelle piazze d'Italia: la presidente della Camera Laura Boldrini a Reggio Emilia, a Casa Cervi, insieme al presidente del parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz. Il presidente del Senato Piero Grasso a Roma in via Tasso.

"La democrazia del nostro Paese è figlia della Resistenza, della guerra di liberazione, cioè della Costituzione", sottolinea il leader della Cgil Susanna Camusso. Fuori dal coro la voce di Matteo Salvini. Il leader della Lega Nord annuncia che resterà a casa con i figli per protestare contro "l'occupazione rossa di una festa che dovrebbe riguardare tutti" in quanto "la Resistenza non fu solo rossa ma fu bianca, fu liberale, fu democratica, e ci furono tanti parroci fatti fuori dai comunisti". Il presidente Mattarella assisterà proprio a Milano alla cerimonia del 25 aprile. Vi giunge al termine di una settimana nel corso della quale è intervenuto più volte sulla "eredità" politica e civile della Liberazione, patrimonio da "custodire e preservare". "Custodire una memoria viva della nostra liberazione significa trasmettere un'esperienza che è stata sopratutto umana", aggiunge il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, anche lei al Quirinale per premiare i vincitori del concorso "Dalla resistenza alla cittadinanza attiva".

Il presidente ha ricevuto al Colle anche le Associazioni Combattentistiche e d'Arma: "Nella nostra memoria condivisa è ben chiaro a tutti il valore resistenziale di quel rifiuto di cedere all'esercito nazista che ufficiali e soldati del rinato Esercito italiano opposero fino a pagare il prezzo della vita", ha sottolineato ricordando "l'apporto decisivo dei 600 mila militari internati nei campi di concentramento perché negarono ogni collaborazione agli occupanti". Mattarella non può fare a meno di mettere in relazione gli eventi della Resistenza con le stragi di migranti nel Mediterraneo e l'oppressione dei terroristi: "La nostra umanità si ribella, settant'anni fa come oggi, di fronte alle vite spezzate - è il suo monito - . Ieri contro la sopraffazione nazifascista, oggi contro chi opprime intere popolazioni, etnie, gruppi religiosi, costretti a fuggire dal fuoco delle armi, dall'indigenza, dal sopruso, dal fanatismo religioso".

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