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A Roma si barattano immobili con opere pubbliche

Italia
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Nella Capitale si fa strada un’idea nuova e originale per sfruttare al meglio gli immobili di proprietà del Comune che andrebbero dismessi. Per questo progetto, il sindaco Ignazio Marino e il suo staff si sono ispirati a una delle più antiche forme di commercio, il baratto. L’idea parte da due considerazioni: da una parte c’è un patrimonio immobiliare che vale complessivamente 300 milioni di euro di cui l’Aula approverà a breve la dismissione; dall’altra ci sono le tristemente famose strade romane che implorano un rifacimento o semplicemente manutenzione, tanto da aver resa necessaria una manovra anti-buche per cui servono fondi.

 

L’idea che è venuta al sindaco e alla sua amministrazione è quella di barattare gli immobili in cambio di lavori in opere pubbliche, con una sorta di asta al rialzo, vale a dire che l’impresa che offrirà il lavoro migliore si aggiudicherà l’immobile come una vera e propria ricompensa. Questo permetterà, come ha dichiarato lo stesso sindaco, di snellire le pratiche burocratiche legate alla vendita degli immobili e di far fruttare immediatamente il loro valore accelerando anche le opere pubbliche di cui la Capitale necessita in tempi brevi e per cui non ci sono abbastanza risorse.

Una gara al rialzo, inoltre, permetterà al Comune di dormire sonni tranquilli e non rischiare una svalutazione del patrimonio immobiliare che va dismesso: le imprese, dal canto loro, in cambio del loro intervento, riceveranno una ricompensa ben più duratura di un tradizionale pagamento in denaro (con soldi pubblici).

Un modello che, senza dubbio, se funzionerà, potrà rivelarsi interessante e replicabile. Sulla fattibilità, in ogni caso, sembrano non esserci dubbi, visto che Marino, nel formulare il progetto, ha tenuto ben presente la legislazione vigente in Italia, in particolar modo l’art. 53 del Codice appalti.

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