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Arrestato il marito di Elena Ceste, accusato di omicidio e occultamento di cadavere

Italia
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Omicidio premeditato volontario e occultamento di cadavere. Con queste accuse i carabinieri di Asti hanno arrestato Michele Buoninconti, marito di Elena Ceste, la donna scomparsa il 24 gennaio dello scorso anno e il cui corpo è stato trovato alcuni mesi fa poco lontano da casa. La richiesta di custodia cautelare è stata emessa dal gip su richiesta del pm.

Al momento del fermo in casa non c'erano i quattro figli della coppia che intanto, con un provvedimento provvisorio sono stati affidati ai nonni materni. A informarli dell'accaduto sono stati alcuni familiari che sono andati a prenderli a scuola accompagnati dai legali della famiglia Ceste e dagli assistenti sociali. Infine, dopo che ieri in procura ad Asti è stata depositata la perizia autoptica sul corpo della vittima, nei prossimi giorni, il magistrato dovrebbe dare il nulla osta ai funerali che la famiglia desidererebbe celebrare a Govone.

Quando i militari di Asti sono arrivati in casa Michele Buoninconti non ha detto nulla, ha fatto il borsone, e si è chiuso nel silenzio. Ora l'uomo, che è rinchiuso nel carcere di Asti, dovrà attendere l'interrogatorio di garanzia davanti al gip che ha cinque giorni di tempo per fissarlo e che potrebbe, quindi, svolgersi all'inizio della prossima settimana. Da quanto si è appreso, a determinare l'arresto di Michele Buoninconti, 44 anni, finora unico indagato, sarebbero stati gli elementi emersi in questi mesi di indagine, che avrebbero portato gli inquirenti ad escludere ogni altra ipotesi e a concentrarsi sul compagno della donna che si è sempre detto innocente. Ieri è stata depositata infatti in procura ad Asti la perizia autoptica sul corpo della donna, ritrovata dopo nove mesi dalla scomparsa, il 18 ottobre, in un canale di scolo poco lontano dalla sua abitazione. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione.

Da indiscrezioni, è emerso che la perizia avrebbe confermato quello di cui gli inquirenti si erano già convinti nel corso delle indagini, cioè che Elena Ceste non si fosse né suicidata né che la sua morte fosse da attribuire a cause accidentali, di fatto quindi confermando l'ipotesi di morte violenta. Inoltre secondo le ipotesi investigative, Elena Ceste con ogni probabilità sarebbe stata uccisa in casa lo stesso giorno della scomparsa, forse strangolata: sarebbe infatti deceduta per asfissia e non per annegamento. Il corpo sarebbe stato nascosto lo stesso giorno nel luogo dove è stato ritrovato. A contribuire alla svolta nelle indagini sarebbero state le analisi dei tabulati telefonici del cellulare dell'uomo e alcune intercettazioni, mentre il movente sarebbe da ricercare, secondo gli inquirenti, in un menage familiare da tempo difficile.

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