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Mafia, pizzo e rapine: 27 arresti. In manette consigliere comunale palermitano

Italia
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E' in corso a Palermo una vasta operazione antimafia condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, la Squadra Mobile ed il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Palermo, che hanno arrestato 27 persone, ritenute responsabili di associazione mafiosa, estorsioni e rapine.

In carcere anche il consigliere comunale di Palermo Giuseppe Faraone, del Megafono, accusato di tentata estorsione aggravata. Numerose le vittime che, superando il muro dell’omertà, hanno ammesso di essere state costrette a pagare il pizzo. L'ordinanza di custodia cautelare è firmata da gip Luigi Petrucci, che ha accolto le richieste del Procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dei pm Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi, Dario Scaletta e Roberto Tartaglia. Ventidue dei ventisette destinatari della misura cautelare erano già in carcere.

ARRESTATO CONSIGLIERE FARAONE - Il suo nome era venuto fuori la scorsa estate durante la prima operazione antimafia 'Apocalisse' della Dda di Palermo che aveva portato in carcere boss e gregari, ma a chi gli chiedeva se fosse coinvolto rispondeva con un sorriso: "Sono tranquillo, non posso essere indagato". All'alba di oggi Giuseppe Faraone, detto 'Pino', 69 anni, che non è parente del sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, è finito in manette con l'accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Secondo l'accusa, il consigliere comunale, geometra in pensione, eletto nel 2012 con la lista 'Amo Palermo', ma oggi nella lista del Megafono di Crocetta, avrebbe fatto da intermediario per la classica 'messa a posto' di un cantiere edile. Pino Faraone, con un passato di ex assessore ai Beni culturali alla Provincia di Palermo era stato eletto a Palazzo delle Aquile con 896 voti. Si era anche candidato all'Ars, sempre nel 2012, ma non riuscì a essere eletto a Sala d'Ercole perché fu il primo dei non eletti.

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