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Torregiani, governo Renzi riporti Cesare Battisti in Italia

Italia
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"E' una sorpresa sicuramente piacevole, ma anche da prendere con le pinze perché l'espulsione di Cesare Battisti dal Brasile non vuol dire che sarà estradato in Italia e per questo mi appello al governo e al premier Matteo Renzi affinché mostrino la giusta determinazione sul caso e tornino a chiedere" che l'ex terrorista rientri in Italia "e sconti la sua pena".

Così Alberto Torregiani commenta la decisione di espellere Battisti - nel dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva rifiuto l'estradizione in Italia -, condannato in Italia per 4 omicidi fra cui quello di suo padre. Per il quotidiano 'O globo', un giudice federale di Brasilia ha accolto una richiesta della Procura federale per considerare nullo l'atto del governo per la concessione del soggiorno all'ex terrorista. Il magistrato, secondo quanto riportato dalla stampa, ha deciso che si può iniziare la procedura di espulsione verso la Francia o il Messico, i Paesi attraverso i quali Battisti passò dopo la fuga dall'Italia e prima di arrivare in Brasile.

Dunque, la destinazione finale dell'ex terrorista potrebbe non essere l'Italia. Torregiani chiede all'esecutivo guidato da Renzi "di mostrare sensibilità e determinazione in questa questione di giustizia" e "di attivarsi nuovamente per ottenere finalmente quello per cui ci battiamo da anni. In questo senso -aggiunge - chiedo alla stampa di spingere affinché il governo si impegni e da parte mia mi attiverò chiamando subito la Farnesina". E se per il figlio del gioielliere ucciso nel febbraio del 1979 in una sanguinosa rapina quella ferita non potrà mai risanarsi, Torregiani preferisce non sbilanciarsi su un eventuale faccia a faccia con Battisti: "non dico nulla, facciamo un passo alla volta. Credo che sia fondamentale che, nel caso, non venga accolto con un mazzo di fiori ma gli venga accordata la sua pena e ne possa scontare una parte in carcere per dimostrare che la legge è uguale per tutti".

 

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