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Cassano Jonio (CS). Colpiti gli zingari: un ‘fortino’ fatto di Ferrari, bische clandestine e reperti archeologici

Cosenza e Provincia
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Ogni genere d’affare losco, ogni attività che gravita intorno alla criminalità organizzata, nel cosentino, passava per le loro mani. Droga, racket, prostituzione, tutto.

E’ questo che hanno accertato ieri gli uomini delle Fiamme Gialle che hanno sottoposto a fermo di indiziato 33 persone, ritenute affiliate al cosiddetto clan degli zingari, che col trascorrere degli anni, con i vecchi boss in galera, hanno poco alla volta guadagnato terreno e conquistato territori da gestire. Più cresceva il loro “potere” più si arricchivano, almeno secondo quanto ha ricostruito la Dda di Catanzaro. Dopo il blitz di ieri, che li ha portati in manette. La Guardia di Finanza ha effettuato diverse perquisizioni a Lauropoli di Cassano all’Jonio.

Sono stati perquisiti più di 100 appartamenti con relative pertinenze. Un vero e proprio quartiere, interamente occupato abusivamente da decenni e solo apparentemente in stato di degrado. All’interno delle case dei presunti trafficanti, infatti, lo scenario era completamente diverso. Arredi di lusso, vasche idromassaggio, oggetti di valore e persino una sala adibita a bisca, con tavoli da gioco, stile Casinò, fisches e tutto l’occorrente per giocate di altissimo livello da 75mila a 200mila euro di puntate. Non è finita. Sempre durante le perquisizioni in altre proprietà è stato rinvenuto un parco auto di altissimo livello.

Ferrari, Chevrolet, Land rover, Mercedes, Aston Martin, ma anche cocaina e reperti archeologici di cui il valore ancora non è stato chiarito. Si va oggetti in bronzo a quelli in terracotta e anche un anfora. Tutto, anche 2 motopescherecci utilizzati per il traffico di stupefacenti dal’Albania, è stato sequestrato.

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