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L'Isis attacca Teheran, spari e kamikaze in Parlamento

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Assaltato anche il mausoleo di Khomeini. Almeno 13 morti

Iran, sparatoria e ostaggi in Parlamento. Colpi d'arma da fuoco anche al monumento Khomeini. Sette morti
Iran, sparatoria e ostaggi in Parlamento. Colpi d'arma da fuoco anche al monumento Khomeini. Sette morti

Un'azione coordinata e clamorosa. Attentati erano stati sventati meno di un mese fa, alla vigilia delle elezioni presidenziali, e altri gruppi di terroristi erano stati smantellati nell'arco degli ultimi mesi. Ma questa volta l'Isis, il nemico numero uno di Teheran, è riuscito a sfondare la porta e a colpire due luoghi simbolo della Repubblica islamica: il Parlamento e il mausoleo dell'imam Khomeini, tra i siti più sacri per gli sciiti, non solo iraniani.

L'attacco - il primo del sedicente Stato islamico su territorio iraniano - è arrivato a sorpresa ieri mattina, quando un primo gruppo di quattro terroristi ha fatto irruzione in Parlamento, senza tuttavia riuscire a raggiungere l'aula dove era in corso una seduta. Prima gli spari, con feriti e primi morti nei corridoi del palazzo, poi uno di loro si è fatto esplodere dopo aver raggiunto il quarto piano dell'edificio. Subito dopo un altro attacco è avvenuto nella zona sud di Teheran, nel mausoleo nel quale è sepolto Khomeini con il figlio e, dal gennaio scorso, anche Akbar Hashemi Rafsanjani. Anche in questo caso i terroristi sono entrati in azione con Kalashnikov e pistole, sparando sui pellegrini che a quell'ora non erano molto numerosi. E anche in questo caso è entrato in azione un kamikaze che, secondo gli investigatori, potrebbe essere una donna. Ma la conferma non c'è ancora stata, anche perché il ministero dell'Interno ha riferito che alcuni terroristi erano vestiti da donne, probabilmente per nascondere meglio le armi sotto il chador.

Secondo quanto riferito dal ministro dell'Intelligence, Mohammad Alavi, altri gruppi di terroristi stavano per entrare in azione ma sono stati scoperti e bloccati dalle forze di sicurezza. Proprio le forze di sicurezza, con i Pasdaran in prima fila, sono intervenute immediatamente per bloccare gli attacchi. Tra i corridoi e le stanze del Parlamento si è scatenata una vera battaglia, come dimostra anche un video diffuso dall'agenzia Amaq assieme alla rivendicazione dell'Isis. Si è parlato in un primo momento di una presa di ostaggi. Ma alla fine le forze di sicurezza sono riuscite a incastrare i terroristi e a ucciderli tutti.

Il bilancio finale, in ogni caso, è stato pesante, con 13 morti, dichiarati "martiri vittime del terrorismo", 52 feriti, di cui molti gravi, e sette terroristi uccisi. In tutta questa tragica situazione, però, il Parlamento ha voluto dare una prova importante: a porte chiuse, e incurante degli spari, la seduta è andata avanti, presieduta da Ali Larijani. Come dire che l'Iran e le sue istituzioni non hanno alcuna intenzione di piegarsi al terrore. E tra i banchi, mentre si udivano i colpi, molti deputati hanno lanciato slogan contro l'America e l'Arabia Saudita, ritenuti sponsor dell'Isis e degli attacchi. (ANSA)











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