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Belgio, 16 arresti ma Salah è ancora in fuga. 'Il lavoro non è finito'

Mondo
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Sedici persone sono arrestate ieri sera in Belgio nel corso di una serie di operazioni antiterrorismo condotte dalla polizia federale.

Fra queste non c'è Salah Abdeslam, l'ottavo componente del commando di jihadisti che ha colpito Parigi venerdì 13, ricercato da nove giorni in tutto il Belgio. Il procuratore federale di Bruxelles nel corso di una conferenza stampa al termine delle operazioni ha spiegato che sono state effettuate 19 perquisizioni a Molenbeek, Anderlecht, Schaerbeek, Jette, Woluwe St-Lambert e Foret, alcuni dei Comuni-quartieri della città. Altre tre perquisizioni sono state condotte a Charleroi, città della Vallonia a 60 chilometri dalla capitale. A Molenbeek, il quartiere ad alta concentrazione di immigrati provenienti da Nord Africa e Medio Oriente e considerato la 'culla' di decine di terroristi e centinaia di foreign fighters, un'auto ha cercato di forzare un posto di blocco della polizia, che ha aperto il fuoco contro la vettura.

Il conducente è rimasto ferito ed è stato arrestato. La procura non ha voluto rivelare l'identità delle sedici persone arrestate, la cui posizione sarà valutata questa mattina dal tribunale. Nessuna indicazione neppure sul materiale sequestrato, anche se non sono state rinvenute armi o esplosivo. Le operazioni sono avvenute al termine del secondo giorno di massima allerta terrorismo nella regione della capitale belga. Verso le 19.30 la polizia ha avviato le operazioni, sgomberando e mettendo in sicurezza un ampio perimetro vicino alla centralissima Grand Place, attorno alla sede della divisione centrale della polizia. I

residenti della zona sono stati invitati a non affacciarsi alle finestre e gli ospiti di alcuni alberghi del centro, l'Amigo e il Sas Radisson, a non uscire dalle stanze. A Molenbeek le unità speciali hanno perquisito l'abitazione di un componente della famiglia di Abdeslam, uno zio del ricercato. Nel corso della serata la polizia ha invitato la stampa e la popolazione a rispettare il silenzio e non dare informazioni sulle operazioni in corso. A Liegi, infine, le unità speciali hanno individuato un sospetto, forse lo stesso Salah Abdeslam, che però è riuscito a fuggire su un'auto di grossa cilindrata sull'autostrada in direzione della Germania. 

RESTA MASSIMA ALLERTA A BRUXELLES - Lo stato di massima allerta a Bruxelles continua anche per la giornata di oggi. Tutte le stazioni della metropolitana e dei tram sotterranei rimarranno chiuse, come anche asili, scuole, università, uffici pubblici e centri commerciali. Gli eventi pubblici sono stati sospesi. Le istituzioni europee, invece, rimarranno aperte, ma si terranno solamente le riunioni più importanti, come l'Eurogruppo e il Consiglio Ue Istruzione. 

MINISTRO INTERNI BELGIO: "IL LAVORO NON E' ANCORA FINITO" - Parlando degli arresti il ministro belga degli Interni, Jan Jambon, durante un'edizione speciale del telegiornale, ha detto: "Il lavoro non è ancora finito". Il ministro ha spiegato di aspettare una nuova valutazione dell'Ocam, l'Organo di coordinamento per l'analisi della minaccia, prima di determinare l'impatto delle operazioni della scorsa notte sul livello di allerta antiterrorismo che rimane a 4, il massimo della scala. Jambon ha sottolineato che "la vita economica e sociale deve continuare", ma ancora oggi Bruxelles rimane una città blindata con scuole, metropolitana e molti centri commerciali chiusi.

Diversi uffici hanno fatto ricorso al telelavoro, con molti dipendenti rimasti a casa. Il ministro degli Interni Belga ha ringraziato i media per aver risposto con "disciplina" alla richiesta delle autorità di non diffondere informazioni sulle operazioni di polizia mentre sono in corso.

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