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Charlie in edicola con 3 mln di copie, nuove vignette su Maometto

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Charlie Hebdo, dopo la strage della settimana scorsa da parte del commando islamista che ha causato dodici morti in redazione, uscirà domani con una copertina dedicata a Maometto. Lo annunciano i media francesi spiegando che la rivista satirica sarà in edicola con una tiratura di tre milioni di copie, contro le 60mila normali, e sarà tradotto in 16 lingue.

In copertina il profeta in lacrime che regge un cartello con la scritta: 'Je suis Charlie'. Sulla sua testa la frase: 'Tout est pardonné', "È tutto perdonato". La bozza è stata anticipata da un tweet di 'Liberation', che ospita la redazione del settimanale. "In 22 anni non c'è stata una edizione di Charlie Hebdo senza caricature del Papa, Gesù, preti o rabbini, imam e Mohammed", ha dichiarato il legale del magazine Richard Malka. "La cosa sorprendente sarebbe se non ci fossero" i disegni su Maometto in quello successivo, ha detto. La totalità dei ricavi, avevano spiegato ieri all'Adnkronos le Messageries lyonnaises de presse (Mlp), "sarà versata per sostenere Charlie Hebdo, le vittime e le famiglie" dell'attentato di mercoledì scorso.

"L'insieme della filiera si è assunto il costo della distribuzione, della pubblicazione e della promozione del giornale satirico che sarà in edicola mercoledì". Sarà un numero "commemorativo", aveva poi spiegato il caporedattore Gérard Biard, "ma senza essere piagnucoloni". Le 717 scuole e i luoghi di culto ebraici della Francia sono protetti da ieri da 4.700 agenti, tra poliziotti e gendarmi. Sono stati inoltre inviati dei soldati di rinforzo nelle prossime 48 ore. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, parlando all'istituto 'Yaguel Yaacov' di Montrouge, nella regione dell'Île-de-France. Lo riporta Le Figaro. Vicino a questa scuola, giovedì scorso, ha perso la vita Clarissa Jean-Philippe, la giovane poliziotta uccisa da Amedy Coulibaly, l'autore della strage al minimarket kosher a Porte de Vincennes a Parigi, morto nel blitz delle forze speciali francesi.

Caso Boumeddiene - Hayat Boumeddiene è arrivata in Turchia da Madrid il 2 gennaio e qui ha soggiornato in un hotel di Istanbul prima di partire per la Siria l'8 gennaio. La conferma arriva dal ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che ha ricostruito gli ultimi spostamenti della moglie di Amedy Coulibaly, che venerdì ha ucciso quattro persone nel supermercato kosher di Porte de Vincennes. Intervistato dall'agenzia di stampa Anadolu, Cavusoglu ha quindi spiegato che Boumeddiene ha soggiornato all'hotel Bade di Istanbul.

"Non c'era uno specifico divieto di ingresso in Turchia per Hayat Boumeddiene" ha detto il ministro turco degli Interni, Efkan Ala, precisando che "la Francia non aveva trasmesso alcuna notifica su di lei". Un video girato dalle telecamere a circuito chiuso dell'aeroporto di Istanbul mostrerebbe Hayat Boumeddiene al suo arrivo in Turchia, mentre passa attraverso la dogana e mostra i documenti a un agente. La donna ripresa nel video, rilanciato dalla Bbc, indossa un hijab (velo islamico che copre testa e spalle lasciando scoperto il volto) bianco ed è in compagnia di un giovane, con la barba e i capelli lunghi. I documenti che i due mostrano sono passaporti elettronici, che l'agente turco verifica tramite il lettore ottico.

Le immagini risalirebbero all'arrivo della Boumeddiene in Turchia il 2 gennaio, ma la Bbc precisa che l'autenticità del video e l'identità della donna ripresa non sono ancora state confermate ufficialmente. Il capo della diplomazia turca ha sottolineato la necessità di una strategia determinata per combattere il terrorismo nel mondo. ''Sfortunatamente non c'è determinazione nel mondo per combattere il terrorismo - ha detto Cavusoglu - Come Turchia, siamo contrari a qualsiasi tipo di terrorismo, non importa da quale razza, religione, setta o regione derivi''. Il ministro degli Esteri turco ha poi affermato che ci sono due problemi principali che devono essere affrontati in Europa e nella regione. ''Il primo è la lotta al terrorismo, dove c'è un vuoto enorme da riempire, e l'altro è il razzismo, la xenofobia e l'islamofobia in Europa''. Cavusoglu ha quindi notato che ''stiamo assistendo a una xenofobia crescente in Europa che porta al terrorismo, che a sua volta usa come scusa la discriminazione''.

NUOVE MINACCE DA AL QAEDA - Al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) lancia un avvertimento alla Francia minacciando nuovi attacchi contro il paese. "La Francia paga oggi il prezzo della sua aggressione contro i musulmani e la sua politica ostile all'Islam", afferma un messaggio divulgato attraverso i siti islamisti. "Finché i suoi soldati occuperanno paesi come il Mali e il Centrafrica e bombarderanno i nostri popoli in Siria e Iraq e fintanto che la sua stupida stampa continuerà ad arrecare danno al nostro profeta, la Francia si esporrà al peggio". Nel messaggio Aqmi saluta poi "i tre cavalieri dell'Islam eroi della battaglia di Parigi" con riferimento ai responsabili degli attentati dei giorni scorsi. Intanto ieri si è venuto a sapere che François Hollande avrebbe suggerito al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di non partecipare alla marcia repubblicana di domenica a Parigi.

Lo rivela il sito del quotidiano 'Haaretz', riprendendo una fonte israeliana che era a conoscenza dei contatti tra l'Eliseo e l'ufficio del primo ministro a Gerusalemme. Il governo francese avrebbe fatto la stessa richiesta anche alle autorità palestinesi. L'assenza, riporta Le Figaro, sarebbe stata richiesta dalla Francia nel tentativo di mantenere il conflitto israelo-palestinese fuori dalla manifestazione europea per dire no al terrore, dopo le stragi di Parigi al settimanale satirico Charlie Hebdo e al supermercato kosher a Porte de Vincennes. Dopo il messaggio del governo francese, racconta il quotidiano, il primo ministro israeliano avrebbe però deciso di partecipare ugualmente. A seguito dell'insistenza di Netanyahu, si legge su 'Haaretz', la Francia ha chiarito che sarebbe stato invitato anche il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen. A quel punto Jacques Audibert, consigliere diplomatico di François Hollande, ha inviato un invito al presidente palestinese.

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