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Colle, faccia a faccia Renzi-Berlusconi. E domani nuovo round

Politica
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Girandola di incontri a palazzo Chigi per il premier Matteo Renzi sul nodo del Colle. Silvio Berlusconi e, prima, Pier Luigi Bersani. Renzi-Berlusconi Un faccia a faccia quello tra Renzi e il leader di Forza Italia durato circa due ore.

E domani, in mattinata, dovrebbe tenersi un nuovo round per sciogliere gli ultimi nodi sul Colle. Al termine del colloquio il Cav si è allontanato in auto senza dichiarazioni. All'incontro per Forza Italia erano presenti Gianni Letta e Denis Verdini. Subito dopo il faccia a faccia con Renzi, Berlusconi ha incontrato i grandi elettori di Forza Italia. Abbiamo avuto la sfortuna di avere sempre presidenti della Repubblica a noi contrari e che hanno ostacolato la nostra azione politica e la nostra rivoluzione liberale... Il Cav torna a lamentarsi del fatto che gli ultimi tre Capi di Stato sono stati di sinistra, lanciando un nuovo avvertimento al premier, alla vigilia del primo scrutinio per scegliere il successore di Giorgio Napolitano. Il leader azzurro, raccontano alcuni presenti, avrebbe sottolineato: il presidente della Repubblica può incidere in decisioni della Cassazione e io ne so qualcosa...

E ancora: hanno sempre nominato giudici costituzionali di sinistra che abrogavano le nostre leggi... Renzi-Bersani - Prima, verso mezzogiorno, Renzi ha incontrato Pier Luigi Bersani. "Abbiamo cominciato a ragionare, abbiamo ragionato bene. La strada è ancora lunga, ci sono ancora alcuni giorni", ha detto l'ex segretario del Pd incrociato a Montecitorio che sul colloquio si è limitato a dire: "Certo che abbiamo parlato di nomi". In mattinata il premier-segretario all'assemblea dei deputati del Pd ha informato i grandi elettori che Forza Italia "chiede che non vi sia nessuno che abbia avuto una storia militante nel nostro partito. Ma noi - ribadisce - non accettiamo veti". E poi ha aggiunto: "Anche se i giornali ne danno uno certo al giorno, il nome ancora non c'è perché abbiamo deciso di trovarlo insieme".

Sono contraente del patto del Nazareno e "lo rivendico", e "ad eccezione del 2006 Forza Italia ha sempre espresso un presidente. Ma non accettiamo diktat da quel partito", ha spiegato Renzi. Fermo restando, dice il premier ai deputati dem, che dalle consultazioni di ieri al Nazareno è emerso un riferimento forte a "una figura politica". "Sono molto ottimista" sull'elezione del nuovo capo dello Stato, "ma questo è un passaggio a viso aperto e con il vento in faccia in cui è in gioco leadership e credibilità del Pd". La mia idea, ha aggiunto, è che "non possiamo andare oltre il week end" per l'elezione del Capo dello Stato, perché "significherebbe dare l'idea di un Paese che non sa uscire dalla palude". Il borsino dei candidati al Quirinale "è più fluttuante del Nasdaq, ognuno ha un suo candidato", scherza il premier. Che poi rivela: nel corso della giornata sono in programma incontri con "molti di noi", personalità con una storia importante.

Renzi, racconta chi l'ha ascoltato, ha anche spiegato che queste "personalità" che ha già sentito "sono tutte disponibili a mettere in campo non se stessi ma altri". Per il M5S è il giorno delle Quirinarie - "Guarda e impara cos'è la trasparenza e la partecipazione!", ha scritto in un tweet Beppe Grillo, postando il link della diretta streaming della riunione plenaria del movimento sul Quirinale. "Mancano circa 24 ore all'inizio delle votazioni per il Presidente della Repubblica e circa 400 parlamentari del Pd non sanno ancora chi votare. Renzi ancora non gli ha detto chi dovranno ricopiare sulla scheda. Per ora gli ha solo imposto di votare scheda bianca", ha tuonato Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5S. "Oggi al metodo da kgb di Renzi - scrive su Fb - noi rispondiamo con un'assemblea di gruppo pubblica dove i parlamentari grillini propongono dei nomi ai nostri iscritti, su cui nelle prossime ore saranno chiamati a votare. Alla gente comune noi affidiamo un ruolo centralissimo".

''Sul Presidente della Repubblica che voce in capitolo hanno invece gli iscritti Pd? E i loro parlamentari?'', chiede. Di Battista propone Bersani - E durante l'assemblea a sorpresa arriva l'intervento di Alessandro Di Battista he avanza il nome di Pierluigi Bersani, "non ho detto che lo voterò - chiarisce - ma potrebbe essere un'opzione". Il nome dell'ex segretario dem, va, secondo Di Battista, contro il patto del Nazareno, "un patto familistico - accusa il grillino - per salvaguardare gli interessi della famiglia Boschi, della famiglia Renzi e della famiglia Verdini. Reputo opportuno - spiega Di Battista - ci possa essere un uomo loro che possa mettere in discussione un patto criminale come questo", e che "con un Presidente della Repubblica scendiletto, trasformerebbe la Repubblica in una dittatura".

Ecco perché "reputo ci possa essere anche il nome di Bersani, nonostante come premier non l'abbiamo voluto e non lo vorremmo mai - puntualizza - chissà, chissà non possa tenere la schiena dritta rispetto a un patto massonico come questo. Non ho detto che lo voterò, ma può essere un'opzione". Salvini-Meloni: nostro candidato è Vittorio Feltri - Dal canto loro la Lega e Fratelli d'Italia-An candidano Vittorio Feltri per la Presidenza della Repubblica, "spirito libero, indipendente, un po' anarchico". Lo annunciano in una conferenza stampa il segretario del Carroccio Matteo Salvini e la presidente di Fdi Giorgia Meloni. "Non mi piace la scheda bianca, non ci piace -dice Salvini- chi decide di non decidere". Quindi ecco "un segnale di speranza, un segnale di ricostruzione, di un'alternativa seria a Renzi, un segnale a chi vive fuori dal palazzo", perché "c'è vita anche oltre Renzi, anche dopo Renzi sorgerà e tramonterà il sole". "Non è una candidatura di bandiera, speriamo -aggiunge Meloni- che possa aggregare" tutto il centrodestra. "Mi chiedo come Berlusconi e Alfano possano preferire a Vittorio Feltri, Pier Carlo Padoan o Giuliano Amato".

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