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Forza Italia rompe patto Nazareno: 'Non più vincolati', ma il governo tira dritto: 'Meglio così'

Politica
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Si rompe il patto del Nazareno. Al termine di un Comitato di presidenza ristretto, convocato d'urgenza, Forza Italia annuncia infatti che d'ora in avanti valuterà di volta in volta l'atteggiamento da tenere sulle riforme.

Una decisione che arriva dopo una giornata ad alta tensione nel movimento azzurro, con le dimissioni, subito respinte, dei capigruppo di Senato e Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta, e le reiterate critiche di Raffaele Fitto, scettico sulla possibilità che il cambio di rotta deciso dal suo partito sulle riforme sia reale. Decisa la reazione del governo, espressa da due pezzi da novanta dell'esecutivo, vale a dire il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti e il ministro Maria Elena Boschi. Contenti loro, noi andiamo avanti, dice il primo. Se ci ripensano siamo qui, aggiunge la seconda. "Da opposizione responsabile, quale siamo sempre stati, voteremo solo ciò che riterremo condivisibile per il bene del Paese, senza pregiudizi, come peraltro abbiamo fatto sino ad oggi.

Riteniamo Forza Italia -si legge nella nota diffusa al termine del Comitato di presidenza- libera di valutare quanto proposto di volta in volta, senza alcun vincolo politico derivante dagli accordi che hanno fin qui guidato, nello spirito e negli obiettivi, un percorso comune e condiviso che oggi è stato fatto venir meno dalla nostra controparte". Telegrafica la reazione di Lotti. "Contenti loro, contenti tutti. Ognuno per la sua strada, è meglio per tutti. Per noi, sicuramente". "Credo che oggi non si sia rotto il patto del Nazareno, semmai si è rotta Forza Italia", reagisce Boschi. "Noi -aggiunge- abbiamo eletto un Presidente della Repubblica come Mattarella, oggi Forza Italia ha cambiato idea perchè abbiamo eletto una persona perbene alla Presidenza della Repubblica? Le riforme -aggiunge- vanno avanti, le abbiamo appena calendarizzate alla Camera dove abbiamo una ampia maggioranza. Se poi Forza Italia ci ripensa, siamo qui". "Oggi -replica il senatore di Forza Italia Altero Matteoli- si è compiuto un grosso passo in avanti verso il necessario chiarimento politico soprattutto con i nostri elettori.

Del resto, la reazione arrogante al documento approvato dal Comitato di presidenza di Forza Italia da parte di alcuni esponenti fidati di Renzi dimostra che abbiamo colpito nel segno e che questa è la direzione giusta". Ma non tutti nel movimento azzurro la pensano allo stesso modo, a cominciare da Raffaele Fitto, che non arretra di un millimetro rispetto alla linea di opposizione interna. "Io insieme a tanti altri colleghi -ricorda- ho già votato contro la legge elettorale e la riforma costituzionale: finchè non vedo non credo, vorrei vedere concretamente che le parole si trasformassero in fatti. Non vogliamo scontrarci con nessuno, poniamo solo questioni politiche e lo faremo all'interno del partito -aggiunge poi l'ex governatore della Puglia- Noi restiamo, dunque, in Forza Italia ma apriamo con forza un confronto nel partito sulla linea politica e sul suo assetto''. Intanto alla Camera l'esame della riforma del Senato riprenderà da martedì 10 e andrà avanti fino a sabato.

"Governo e maggioranza -protesta il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta- violentano il Parlamento imponendo la discussione sulle riforme, il cui iter si concluderà fra uno e due anni con il referendum confermativo, e bloccano l'attività rispetto a provvedimenti attesi dal Paese. L'egemonismo di Renzi sul Parlamento è ai limiti della democrazia". "La reazione di Brunetta fa sorgere un dubbio: Forza Italia voleva le riforme per il bene del Paese o solo per avere un Presidente amico?, replica il presidente dei deputati del Pd Roberto Speranza. La rottura del patto del Nazareno determina reazioni diverse negli altri partiti di maggioranza e opposizione: "Noi -assicura il ministro dell'Interno e presidente del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano- ci siamo per sostenere le riforme, per cambiare il Paese. Quindi con i nostri voti e i nostri numeri in Parlamento c'è la maggioranza per proseguire nel cammino delle riforme.

Speriamo ci possa essere un riaggancio di Fi al treno delle riforme. Noi comunque ci siamo". "Se come sembra il patto del Nazareno si è rotto, dopo un anno e mezzo di inquinamento della vita politica del Paese, sarebbe saggio -suggerisce il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto- che il governo mettesse da parte le riforme costituzionali e la riforma della legge elettorale e si concentrasse sul dramma dell’economia e sul lavoro. Vere emergenze nazionali". "Ieri hanno detto cose diverse. Aspettiamo domani", taglia corto il segretario della Lega, Matteo Salvini. Cauta la minoranza del Pd: "la fine del Patto del Nazareno -sottolinea Stefano Fassina- non deve coincidere con la rinuncia alla ricerca di una condivisione larga delle riforme". "Sbaglia Forza Italia a chiamarsi fuori come ritorsione alla scelta di Sergio Mattarella. Ma colpiscono le valutazioni positive dei vertici del governo e della segreteria del Pd. Va ritrovato un equilibrio, almeno -conclude l'esponente Dem- il giorno dopo aver applaudito insieme un Presidente della Repubblica che chiede collaborazione alle forze politiche".

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