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Renzi, martedì riforma scuola in Cdm: nessun slittamento assunzione precari

Politica
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"Abbiamo ascoltato quasi un milione e ottocentomila persone", ci sono stati "circa 2.040 incontri, abbiamo discusso con tantissimi uomini e donne, abbiamo sottratto questa discussione ai soli addetti ai lavori", ha spiegato Renzi.

"Questa discussione -ha aggiunto- ha prodotto una relazione tecnica e solo al termine di questo si è posto il tema di quale strumento normativo usare", e ciò "dipende dalle condizioni politiche e dalle condizioni di necessità e urgenza. Oggi la Giannini ha introdotto il testo, è stato consegnato il materiale e martedì prossimo verrà completato. Ci siamo presi questa settimana perchè tutti i ministri si sentano partecipi, discutano, riflettano, dicano la loro". Il premier ha quindi respinto le accuse di essere "dittatorelli" se si accelera o "ritardatari", se non arrivano le decisioni attese. In ogni caso "non c'è nessun rischio che slittino le procedure di assunzione del personale dal 1 settembre 2015. Però facciamo una proposta al Parlamento: ci sono le condizioni per le quali in un arco di tempo sufficiente ad esaminare tutte le questioni, ma non biblico, ma non lunghissimo, possa legiferare, senza la richiesta del governo di usare strumenti di urgenza"

"Noi -la sfida di Renzi- lanciamo la palla al Parlamento e il Parlamento dovrà valutare e decidere se e come procedere in tempi sufficienti ad un confronto serrato e sereno, ma non tempi tali che l'eventuale ostruzionismo blocchi l'immissione in ruolo delle persone che stanno nelle graduatorie ad esaurimento e che sono vincitori di concorso". "Martedì 10 -ha ribadito Renzi- il testo sarà approvato ,questo testo andrà in Parlamento e il Parlamento ha il tempo sufficiente, sapendo che noi dobbiamo non soltanto assumere le persone ma cambiare la scuola. La crescita non la fanno i dati dell'Istat, la crescita la fa la scommessa sulla scuola. Non c'è nessun rischio che slittino le assunzioni, non c'è nessun rischio che facciamo un passo indietro". Infine l'assicurazione del premier sui fondi a disposizione: "un milardino di euro che diventano tre miliardi nel 2016".

"L'obiettivo del provvedimento -ha spiegato il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini- è quello di dare attuazione reale ad un concetto dell'autonomia, un concetto congelato da 15 anni. Lo facciamo con il potenziamento dell'organico, con un piano assunzionale che risponda ai reali fabbisogni delle scuole e con l'obiettivo di avere la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili con personale di ruolo". Questo consentirà di ripartire con il concorso come unica forma di assunzione nella scuola. Obiettivo, ha puntualizzato ancora il ministro, e' dare alla scuola la sua autonomia che ha nel preside il suo leader educativo. Rafforzare l'autonomia significa anche rafforzare le competenze degli studenti, flessibilità nei programmi, eliminazione delle classi pollaio.

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