Banche, Renzi: 'Correntisti tranquilli, problema sono derivati Ue'
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Politica
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Lo ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi con il primo ministro svedese Stefan Lofven

Banche, Renzi: 'Correntisti tranquilli, problema sono derivati Ue'
Banche, Renzi: 'Correntisti tranquilli, problema sono derivati Ue'

 

Merkel, 'l'insicurezza resterà contenuta' I correntisti devono stare tranquilli perché non avranno alcun problema. Nel giorno in cui Mps riprende fiato in Borsa, Matteo Renzi ribadisce che il governo auspica "soluzioni di mercato" per l'istituto senese, torna a rassicurare i risparmiatori e chiarisce che non è certo l'Italia il cuore del problema del sistema bancario europeo. Perché certo, c'è il pesante stock di crediti deteriorati che zavorra i bilanci degli istituti ma rappresentano una goccia nel mare di titoli derivati in pancia ad altre banche europee (leggi quelle tedesche) che invece sono il vero punto debole dell'eurosistema. A questo dovrebbe pensare l'Europa secondo il presidente del Consiglio, che si dice "certo" che vigilanza e Commissione saranno "attentissimi" ai problemi del credito europeo, perché se "gli Npl italiani valgono uno, valgono cento i derivati di altre banche e sono certo - ha aggiunto - che le autorità europee dedicheranno la loro attenzione e tutto il loro impegno in questa direzione".

Uno dei punti critici italiani, la montagna delle sofferenze - le nette, secondo l'ultimo report Abi, sono salite ad aprile a 84 miliardi - è in via di risoluzione, assicura il premier rivendicando le misure prese dal governo per accelerare il recupero crediti e ricordando "le iniziative private e di mercato messe in campo". Il richiamo implicito è alla nascita del fondo Atlante, che finora si è occupato però solo di non far fallire gli aumenti di capitale di Popolare Vicenza e Veneto Banca: un suo rafforzamento o uno 'sdoppiamento' per creare un veicolo ad hoc per gli Npl (si parla comunque della necessità di reperire almeno 3-5 miliardi) è al centro delle riflessioni di queste ore, alla ricerca delle soluzioni più adatte a "minimizzare l'incertezza" che ha penalizzato soprattutto i titoli bancari italiani nella prima settimana post Brexit, come ha detto ieri Pier Carlo Padoan.

Il ministro dell'Economia deve aver analizzato nuovamente la situazione con il premier anche nell'incontro del pomeriggio, un incontro già programmato, dicono al Tesoro, e che non avrebbe avuto però le banche come unico tema in discussione. Nessun vertice, insomma, ci tengono a precisare, anche se nel pomeriggio, in contemporanea a Padoan, anche presidente e amministratore delegato di Cdp, Claudio Costamagna e Fabio Gallia, erano a Palazzo Chigi. Cassa depositi e prestiti sarebbe un'altra delle carte che il governo sta studiando come giocare, non solo in vista di una nuova iniezione di risorse in Atlante (o nella sua ipotetica nuova 'costola' che potrebbe essere denominata Giasone) ma anche per puntellare nuovi aumenti di capitale che dovessero rendersi necessari, a partire da quello di Rocca Salimbeni.

Per sostenere le ricapitalizzazioni, vanno ripetendo anche al Tesoro, quello a cui si starebbe lavorando sarebbe appunto una soluzione di mercato, con soggetti (e risorse) private. Certo, parallelamente si valuta anche la strada dell'intervento pubblico, se dovesse essere necessario, ma si sta solo ragionando, minimizzano a via XX settembre, e al momento non è nemmeno certo che si debba arrivare a dover presentare uno schema di intervento da sottoporre al via libera europeo. Peraltro, il clima che si respira a Bruxelles non sarebbe dei più favorevoli. La 'deroga alla deroga' cui punterebbe l'Italia - non coinvolgere gli investitori, nemmeno quelli istituzionali in un eventuale ricapitalizzazione pubblica - non è mai stata attivata, nemmeno nell'estate drammatica del rischio 'Grexit'. E la Brexit, secondo le interpretazioni dei tecnici, non sarebbe ragione sufficiente per evocare il rischio di instabilità finanziaria o di effetto sproporzionato scritto nelle regole Ue.

Banche: Schaeuble, Italia non vuole eccezioni a regole - "Che io sappia, l'Italia non vuole eccezioni rispetto alle regole in vigore, che includono una certa flessibilità. Il Governo italiano è in contatto con la Commissione Ue". Lo dice il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble rispondendo ad una domanda sulla situazione delle banche italiane alla conferenza stampa di presentazione del Bilancio tedesco. Schauble dice di essere "in stretto contatto con il ministro Padoan e con il presidente Renzi. "Ho piena fiducia - sottolinea il ministro delle Finanze tedesco - nelle Istituzioni come Bafin, Bundesbank e l'autorità europea di vigilanza delle banche". 

Banche: Dombrovskis, pronti a intervento se necessario - "Con le autorita' italiane c'e' un contatto costante: siamo pronti a intervenire sul settore bancario se sara' necessario. Sul modo dipendera' dalle richieste italiane". Lo ha detto il neo-commissario ai servizi finanziari, Valdis Dombrovskis, parlando alla Commissione Economica del Parlamento europeo. "Siamo consapevoli delle difficolta' attuali delle banche italiane: la bassa redditivita' e le grandi sofferenze hanno messo sotto pressione gli istituti di credito sui mercati. Ma - sottolinea Dombrovskis - non si tratta di un fenomeno nuovo: lo stiamo osservando sin dall'inizio dell'anno. Gia' in occasione delle ultime raccomandazioni all'Italia, abbiamo chiesto di affrontare i problemi di governance del settore. Una serie di misure, come la cartolarizzazione e la creazione di fondi, sono gia' state adottate. Ora rimaniamo in costante contatto con le autorita' italiane e siamo pronti a intervenire, se sara' necessario. Sul modo - conclude - dipendera' dalle richieste italiane". (Ansa)