Lucca, temeva di essere licenziato: uccide il caporeparto sotto gli occhi della moglie
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Lucca, temeva di essere licenziato: uccide il caporeparto sotto gli occhi della moglie

Italia
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Temeva di perdere il lavoro, di essere licenziato, e per questo ha assassinato il suo caporeparto.

E' accaduto a Lucca dove un operaio di una cartiera lucchese ha ucciso a colpi di pistola il caporeparto sotto gli occhi della moglie, poi si è consegnato ai carabinieri. L'omicidio è avvenuto, in piazza Salvo D'Acquisto, a poche centinaia di metri dalle storiche mura della città. Si è trattato di un agguato in piena regola, in cui ha perso la vita Francesco Sodini, 52 anni, nato a Lucca il 4 ottobre 1963, sposato, con due figli, caporeparto presso la cartiera Lucart di Porcari (Lucca). A ucciderlo Massimo Donatini, 43 anni, un operaio dipendente della stessa cartiera.

Sodini stava per salire sulla sua auto, una Lancia Phedra, parcheggiata nella piazza, quando è stato freddato da Donatini, che ha sparato contro di lui numerosi colpi di pistola. E' intervenuto immediatamente sul posto il personale della squadra mobile della questura di Lucca, ma per Sodini non c'è stato niente da fare. Accanto al corpo gli agenti hanno trovato 13 bossoli. Mezz'ora dopo, alle 7,30, alla caserma del comando provinciale dei carabinieri di Lucca si è presentato Donatini, che ha consegnato la pistola, riferendo di avere ucciso poco prima il suo caporeparto. Dagli immediati accertamenti condotti dai carabinieri, è emerso subito un chiaro quadro indiziario che ha consentito di sottoporre Donatini a fermo di polizia giudiziaria. La pistola era regolarmente detenuta da suo padre al quale il giorno prima l'aveva sottratta di nascosto prendendola dall'interno dell'armadio blindato dove era custodita insieme ad altri fucili da caccia.

Lo stesso Donatini ha confermato anche di aver provato l'arma in un campo per essere sicuro del funzionamento della stessa, prima di partire questa mattina alle 5.30 a piedi da casa sua, con la scusa di andare a correre, e raggiungere piazza Salvo D'Acquisto dove la vittima parcheggiava la propria auto, vicino all'abitazione in via Felino Sandei. Una volta avuto di fronte Sodini, con estrema freddezza, senza dire una parola, Donatini ha iniziato a sparargli contro tutti i colpi che aveva nel caricatore, allontanandosi poi a piedi e dirigendosi verso la caserma dei carabinieri. Agli investigatori l'omicida ha raccontato che temeva di perdere il lavoro, di essere licenziato, e per questo ha ucciso il suo caporeparto.