FERMO: Morto migrante pestato da ultra'. Governo oggi a Fermo contro il razzismo
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FERMO: Morto migrante pestato da ultra'. Governo oggi a Fermo contro il razzismo

Italia
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Aveva reagito ad offese alla moglie, era in coma irreversibile

E' morto Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, finito in coma dopo essere stato picchiato da un ultrà della Fermana che il 5 luglio aveva aggredito, prima verbalmente parlando di "scimmie africane", poi strattonandola, la sua compagna di 24 anni, nel centro di Fermo.

FERMO: Morto migrante pestato da ultra'. Governo oggi a Fermo contro il razzismo
FERMO: Morto migrante pestato da ultra'. Governo oggi a Fermo contro il razzismo

 

Oggi don Vinicio Albanesi, che dava accoglienza ai due migranti nel seminario vescovile, e che dopo la morte dell'immigrato ha ricevuto una telefonata di solidarietà da Matteo Renzi, parla di una "provocazione a freddo" proveniente dallo stesso "giro delle bombe davanti alle chiese di Fermo".

"Il Governo oggi a Fermo con don Vinicio e le Istituzioni locali in memoria di Emmanuel. Contro l'odio, il razzismo e la violenza". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi. A Fermo è annunciata questa mattina la presenza del ministro dell'Interno a presiedere il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. ----- Sono state quattro le chiese della Diocesi prese di mira da ignoti attentatori che hanno piazzato ordigni esplosivi artigianali tra febbraio e maggio scorsi. I parroci sono tutti impegnati nel sociale e nell'assistenza a emarginati, tossicodipendenti e migranti. Anche per questo oggi il ministro dell'Interno Alfano presiederà a Fermo un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica a cui prenderà parte anche il Procuratore della Repubblica.

La dinamica dell'aggressione di ieri non è ancora chiara: secondo una prima ricostruzione, il 36enne avrebbe reagito impadronendosi di un paletto staccabile della segnaletica stradale con cui avrebbe colpito il tifoso, un 35enne italiano già noto alle forze di polizia e sottoposto a Daspo, facendolo cadere a terra. Rialzatosi, quest'ultimo lo avrebbe raggiunto con un pugno al viso, facendolo stramazzare: nella caduta Emmanuel ha battuto la testa e sarebbe poi stato colpito ancora. L'italiano è stato denunciato e al momento è a piede libero, un amico che era con lui è entrato nell'inchiesta invece come testimone. Emmanuel e la sua compagna erano stati accolti dalla Fondazione Caritas in veritate, guidata da don Vinicio, lo scorso novembre.

Erano in fuga dalla Nigeria, dove avevano perso tutti i loro familiari in uno degli attacchi alle chiese cristiane da parte di Boko Haram e per arrivare in Italia avevano superato altre violenze in Libia. Una traversata che era costata la vita al bimbo che lei portava in grembo, ma che li aveva portati a sperare di un futuro migliore. A gennaio don Vinicio li aveva uniti informalmente, per mancanza di documenti, in matrimonio nella chiesa di San Marco alle Paludi. Ed è stato proprio don Albanesi oggi a chiamare in causa, per l'aggressione, "lo stesso giro delle bombe davanti alle chiese", o quanto meno lo stesso clima culturale: "credono - ha detto il sacerdote - di appartenere alla razza ariana".

Don Vinicio ha cointestato anche la ricostruzione dei fatti, sulla scorta del racconto della moglie di Emmanuel, che ha riportato escoriazioni guaribili in 5 giorni, e annunciato che si costituirà parte civile, in quanto presidente della Fondazione Caritas in veritate, che ha accolto 124 profughi, di cui 19 nigeriani. Un episodio che non ha precedenti nella città, dove gli stranieri sono numerosi e ben integrati e dove i richiedenti asilo vengono chiamati a raccontare le loro storie nelle scuole e nei raduni scout. (Ansa)

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